Trento: nuovo modello per un abitare sostenibile

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abitare sostenibile
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“Non possiamo più affrontare il tema della casa pensando soltanto alle città. Dobbiamo tornare a ragionare sui territori e su un modello capace di mettere in rete esperienze e servizi”. Con queste parole Simone Marchiori, Assessore alle Politiche per la Casa della Provincia Autonoma di Trento, ha delineato una nuova visione per il futuro abitativo.

L’occasione è stata la dodicesima edizione di REbuild, l’evento dedicato all’innovazione sostenibile nel settore delle costruzioni, che si è svolto a Riva del Garda. La manifestazione ha riunito esperti e professionisti per discutere delle sfide più urgenti del comparto, dall’efficienza energetica alla rigenerazione urbana, confermando il suo ruolo di punto di riferimento per l’edilizia del futuro.

Nel suo intervento, l’assessore ha evidenziato come le esigenze abitative siano profondamente cambiate, specialmente dopo la pandemia. Molte persone oggi non cercano solo un’abitazione, ma un ecosistema di servizi, una migliore qualità della vita e un rapporto più equilibrato con l’ambiente, esigenze che le metropoli faticano a soddisfare. Per questo, diventa cruciale superare una visione esclusivamente urbana dello sviluppo.

“È fondamentale riportare il ragionamento anche nei territori periferici, valorizzandone le potenzialità inespresse”, ha spiegato Marchiori. Questo approccio non mira a svuotare le città, ma a creare un sistema più bilanciato e policentrico. La valorizzazione dei piccoli centri e delle aree montane può contribuire a ridurre il consumo di suolo, a riqualificare il patrimonio edilizio esistente e a diminuire l’impatto ambientale complessivo del settore.

Per affrontare l’emergenza abitativa in modo efficace, secondo l’assessore, è indispensabile una strategia che unisca le forze del settore pubblico e di quello privato. Questo significa superare la logica dell’attesa di soluzioni calate dall’alto e promuovere invece una collaborazione proattiva a livello locale.

Il “modello trentino” si fonda proprio su questa capacità di attivarsi insieme. “Mettiamo in campo idee, visioni e competenze prima che le soluzioni debbano essere imposte”, ha dichiarato Marchiori. Questa sinergia si traduce in progetti concreti: dalla co-progettazione di quartieri a basso impatto ambientale alla creazione di incentivi per il recupero di edifici storici, passando per lo sviluppo di servizi di comunità come co-working, asili e mobilità condivisa.

La sfida è quindi culturale prima che tecnica: ripensare l’abitare come un’esperienza integrata nel territorio, capace di generare benessere sociale e di rispettare le risorse naturali. La proposta trentina indica una via per trasformare la crisi abitativa in un’opportunità di sviluppo territoriale diffuso e realmente sostenibile.

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