Cancro, boom di casi tra gli uomini

Il tumore maligno in Italia viene diagnosticato per il 52 per cento a persone di sesso maschile. Oggi si celebra la Prima Giornata Nazionale Prevenzione Uomo, lanciata dalla Lega italiana lotta contro i tumori

Photo lapresse/Stefano Cavicchi

ROMA – Il tumore maligno colpisce più l’uomo che la donna, con un’incidenza del 52% in più. Ecco perché oggi in tutta Italia si celebra la ‘Prima Giornata Nazionale Prevenzione Uomo lanciata dalla Lilt, la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. Presentata a Roma nel corso del convegno “Prevenzione oncologica maschile: fra utopia e necessità non differibile”, la campagna “Percorso Azzurro – Lily For Men” prevede controlli gratuiti, distribuzione di opuscoli per diffondere la cultura della prevenzione, mentre stanotte i monumenti dei Comuni italiani aderenti all’iniziativa si illumineranno di azzurro.

I tumori nell’uomo

Dai tumori alla prostata a quelli al polmone o al testicolo, gli uomini si ammalano e muoiono più di cancro rispetto alle donne.

I dati

Si stima che in Italia dei 369.000 nuovi casi di tumore maligno, il 52% venga diagnosticati in persone di sesso maschile, ovvero 192mila ogni anno.

Nella popolazione maschile il tumore prevalente (escludendo i tumori della cute non melanomi) è il tumore della prostata che rappresenta il 19% di tutti quelli diagnosticati. A tale patologia seguono il tumore del polmone (15%), del colon-retto (13%), della vescica (11%) e dello stomaco (4%). L’incidenza però è influenzata anche dall’età. In persone sotto i 50 anni, il tumore più frequente è rappresentato dal cancro del testicolo (12%). Invece, nella fascia di età 50-69 anni i tumori più frequenti sono quelli della prostata (22%), del polmone (15%), del colon-retto (13%), della vescica (10%).

Più prevenzione

“La prevenzione e la diagnosi precoce oggi guariscono oltre il 60% dei casi di cancro – spiega il professor Francesco Schittulli, presidente di LILT – Intensificando le campagne di sensibilizzazione potremmo arrivare ad una guaribilità superiore all’80%. Per questo LILT lancia una campagna informativa dedicata agli uomini, che molto spesso considerano queste tematiche un tabù e sottovalutano l’importanza della prevenzione”.

Per il Percorso Azzurro, oggi 14 giugno, sarà possibile effettuare visite di controllo nelle Sezioni Provinciali aderenti all’iniziativa, prenotando al numero verde della Lilt.

Tumore alla prostata: più screening gratuiti

E’ la neoplasia più diffusa nell’uomo. Ogni anno in Italia si registrano circa 36mila nuovi casi, un numero raddoppiato negli ultimi dieci annimentre è diminuita di pari passo la mortalità. Ma ancora di più si potrebbe ridurre se venissero offerti screening gratuiti a tutti gli uomini dopo i 50 anni. È l’appello che arriva da Francesco Schittulli “attualmente – dice – gli screening gratuiti di massa sulla popolazione offerti dal Sistema Sanitario sono disponibili solo per il cancro del colon, del seno e della cervice uterina. Per quanto riguarda la prostata chiediamo siano introdotti, a partire dai 50 anni, screening con visita urologica, ecografia e la Psa (Antigene Specifica Prostatica). Quest’ultimo esame, da solo, può dare falsi positivi ma, unito agli altri, aiuta a individuare sul nascere il tumore”.

Tumore al testicolo

“Quanto al tumore testicolare, una patologia rara che colpisce più i giovani – sottolinea Schittulli – serve più educazione sanitaria nelle scuole, visto che non c’è il servizi di leva che prima aiutava a scoprirlo in anticipo”.

Carcinoma del pene

E’ la terza neoplasia esclusiva del maschio, molto spesso associato ad un’infezione da Hpv. “Di recente – conclude Schittulli – è stata introdotta l’estensione della vaccinazione anti-Hpv nei maschi. Speriamo possa portare anche ad una riduzione dell’incidenza di questa neoplasia”.

Investire più in prevenzione

“Investire in prevenzione – sottolinea Massimo Casciello – direttore generale della Vigilanza sugli enti e della Sicurezza delle cure del Ministero della Salute – non è solo necessario per la salute dei cittadini ma anche in termini di sostenibilità economica. Negli Usa è stato calcolato che, investendo per la prevenzione delle malattie vascolari un dollaro a persona ogni anno ha fatto risparmiare, dopo 20 anni, 7 volte tanto le cifre stanziate”.

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