Ucraina, Gabrielli (polizia postale): “Allerta hacker, a rischio servizi fondamentali”

Attaccare attraverso il web può bloccare servizi fondamentali, per questo, a presidio delle infrastrutture critiche che ci sono in Italia, alcune migliaia di persone.

Foto Mauro Scrobogna /LaPresse

ROMA – Attaccare attraverso il web può bloccare servizi fondamentali, per questo, a presidio delle infrastrutture critiche che ci sono in Italia, alcune migliaia di persone. “L’allerta è massima – dice il direttore della polizia postale, Ivano Gabrielli, contattato da LaPresse – e, solo nella polizia postale, circa 2000 agenti lavorano quotidianamente alla difesa della cybersicurezza del Paese”.

Con la guerra in Ucraina, secondo Gabrielli, “le forme di minaccia ibrida che riguardano eventuali azioni cibernetiche potrebbero essere una delle carte spendibili, non solo dal governo russo ma anche e soprattutto da chi fiancheggia la posizione russa, come gruppi politici e criminali. Attacchi di questo tipo ne vediamo quotidianamente, ma in questo momento il rischio è molto più alto”.

Dalla relazione annuale del Dis, nel 2021 emerge “una sensibile crescita (+18 punti percentuali)” “delle azioni di matrice statuale, che si sono attestate al 23% del totale”.

Il 69% degli attacchi ha riguardato, nel 2021, la pubblica amministrazione e il timore è che la guerra faccia da movente a nuovi attacchi ben peggiori di quelli registrati lo scorso anno.

“I rischi legati alle conseguenze di un cyberattacco sono altissimi anche per i cittadini – sostiene Gabrielli – perché una serie di servizi vengono erogati dalla pa e dalle infrastrutture principali del paese, come quelle energetiche, dei trasporti, delle telecomunicazioni, attraverso la rete e le piattaforme gestionali”.

“Un attacco a queste infrastrutture creerebbe disservizi enormi facendo regredire il paese a ciò che era prima della presenza della Rete – prosegue – È una situazione delicata che accomuna tutte le economie più importanti del mondo: avere un efficientamento così importante dei servizi, a partire dalla logistica dai trasporti e i servizi sanitari, grazie al web, ci mette davanti alla necessità di doverlo proteggere in maniera efficace. Perché un crollo della Rete, a seguito di un attacco informatico, bloccherebbe l’erogazione di servizi fondamentali”.

Contro gli attacchi hacker, l’Italia ha di recente inaugurato una nuova architettura di protezione, supportata da polizia postale, Agenzia per la cybersicurezza nazionale, Difesa e Intelligence.

“Esiste un tavolo che si chiama nucleo per la cybersicurezza, al quale siedono diverse amministrazioni a partire da queste quattro componenti – spiega Gabrielli – che stanno gestendo in questo momento il coordinamento di tutto ciò che è la sicurezza e la resilienza cibernetica del nostro Paese”.

L’obiettivo è raggiungere livelli ben più alti di quelli assicurati fino a qualche tempo fa e l’Italia nell’ultimo periodo ha fatto “molti passi in avanti”, conclude l’esperto. Ma c’è ancora molto da fare, perché siamo “a metà del guado”.

di Alessandra Lemme

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