Una Weltanschauung italiana

Vincenzo D'Anna, già parlamentare

Per “Weltanschauung”, termine derivato dalla filosofia tedesca, si intende letteralmente una “concezione della vita, del mondo e del modo in cui singoli individui o gruppi sociali considerano la loro esistenza”. In parole povere una condizione riflessiva sul nostro modo di essere in una società, la nostra, sempre più caratterizzata dal pensiero debole, ossia superficiale e sbrigativo sulle grandi questioni etiche e morali. Un pensiero ahinoi, diffusamente condiviso a tal punto da diventare quasi “unico”, lasciando sempre meno spazio al confronto ed al contraddittorio, fino a scomunicare con l’etichetta di negazionisti o complottisti coloro che resistono e tentano di difendere la propria scala dei valori e dei convincimenti. Che questa sia diventata l’epoca in cui l’opinione corrente si forma sulle reti social è cosa ormai acclarata. Tanta gente, infatti, accredita la bontà di talune asserzioni, divenute vere non attraverso il confronto ragionato tra incliti, quanto per la condivisione ed il gradimento (like) che il web accorda alle medesime. Notizie che spesso illudono e accontentano chi le legge, ancorché esse non siano accompagnate né sostenute da evidenze culturali, oppure scientifiche. Oggi chiunque dietro una tastiera, può sentirsi in grado di autoreferenziarsi e di assumere le più disparate posizioni con la sicumera di poter contestare esperti, teorie ed esperienze costate anni di studio e di verifica sul campo. Basta qualche infarinatura, qualche news resa virale in rete ( ossia molto diffusa ed apprezzata) come bagaglio di conoscenza sufficiente per consentire a chicchessia di poter “brandeggiare” la materia come una spada, sentendosi all’altezza di affrontare quanti quella materia realmente conoscono e padroneggiano. Peggio ancora se questi “maestri” esperti sono dei fake, ossia persone che si nascondono dietro pseudonimi, attribuendosi nell’anonimato qualità e conoscenze che in effetti non hanno. Più basso è il loro bagaglio cognitivo più veemente ed aggressiva diventa la contrapposizione, maggiormente irriverente se non irridente, scritta sui social. Fatti e circostanze che danno vita ad una pregiudizievole ed aggressiva contestazione. Chiunque abbia affrontato questa tipologia di avversione ha potuto sperimentare e verificare sulla propria pelle questa violenza verbale, sopratutto se non si è organicamente inseriti in un gruppo organizzato. Si finisce catapultati in una vera e propria guerra tra bande e senza esclusione di colpi. E’ in questo brodo di incultura fatto di qualunquismo supponente che si realizza l’affermazione di un pensiero dominante, validato e difeso dalle contrapposte bande sostenitrici del medesimo. Lo abbiamo sperimentato con il “politicamente corretto” ossia la fresca filosofia, la nuova semantica di moda con il suo carico di immarcescibili certezze, vigilate e protette dai difensori che sputano sentenze da eterei pulpiti. Insomma vere e proprie scomuniche e sberleffi, oppure, all’inverso, rilascio di patenti di ortodossia. In questi ultimi lustri si sono ricreate antiche situazioni di intolleranza come quelle esistenti negli insorgenti regimi totalitari. In questi ultimi, attraverso l’ossessivo ripetere di tesi ed idee, si condizionava la mentalità corrente, anche con il timore che incute la violenza dei metodi utilizzati dai sostenitori del “Mainstream”. Creando in tal modo sia le parole d’ordine per la massa sia il bagaglio di valori, di parole, e di comportamenti ai quali essa dovrà attenersi. Sembra una follia solo pensarlo, ma la Storia può ripetersi se le , condicioni sociali e culturali lo consentono. Chi non segue il branco, l’opinione corrente, è ritenuto fuori dalla modernità, estraneo dal poter essere ritenuto emancipato ed accolto tra gli emancipati. Se ne sono già viste delle belle in questi anni di lotte tra conformismo e anti conformismo manicheo. Inermi borghesi si trasformarono in aguzzìni ed in guardie crudeli delle nuove idee in tutti i regimi liberticidi dal pensiero unico e dominante. La credenza che ci sia sempre un complotto dietro ogni cosa contraria al proprio modo di vedere, evoca un’ossessiva vigilante intransigenza, l’idea di un potere occulto che lavora sotto traccia per imporre ad un mondo, composto in genere da massaie o da pseudo intellettuali, da politicanti che cavalcano l’onda, racconti fatti di trame misteriose, spacciati come assolutamente veri! Da queste parti fu sostenuto finanche che le iniezioni della profilassi anti Covid fossero un artifizio per introdurre dei microchip nel corpo umano così da poterne condizionare i comportamenti! Fu concesso credito al fatto che la pandemia, che ha mietuto sei milioni di vittime nel mondo, fosse un’invenzione del potere costituito da plutocrati e banchieri, per realizzare un regime neo Maltusiano utile a limitare e selezionare la popolazione mondiale! Quindi è una cosa già accaduta. Ancora oggi si ritiene che ogni azione dei governi sia orientata da patti precedentemente e segretamente statuiti,
come quello della Conferenza Bilderberg tenuta a Lisbona da 132 persone in rappresentanza di 23 Stati sovrani, per dominare il mondo attraverso l’uso della finanza internazionale! Un altro feroce scontro lo avremo fra le diverse fazioni scientifiche o pseudo tali, già formatesi sulle cause vere delle mutazioni climatiche. E che dire dello sdoganamento e della’imposizione di idee sulla teoria gender, la cancellazione dei generi, la nuova etica pubblica su eutanasia ed eugenetica e la manipolazione del codice genetico, il sesso liquido ed indeterminato praticato dai giovani, le famiglie nominali costituite da persone dello stesso sesso, ed in generale lo sdoganamento dell’uso della libertà senza responsabilità? Innanzi a questo “nuovo umanesimo” imposto ed estraneo alla morale ed all’etica che ci appartiene, gli spiriti liberi e gli animi intrepidi ancora presenti in Italia devono aggregarsi per difendere la loro “Weltanschauung”! La politica tardiva e sonnolenta è avvisata!
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