Venezia 75, Audiard presenta ‘The Sisters Brothers’: western su ritorno a casa

Per la sua prima opera in lingua inglese, Jacques Audiard sceglie un genere - il western - che per sua stessa ammissione non conosce bene. Ma non è un problema.

Milano, 2 set. (LaPresse) – Per la sua prima opera in lingua inglese, Jacques Audiard sceglie un genere – il western – che per sua stessa ammissione non conosce bene. Ma non è un problema. Il film con John C. Reilly e Joaquin Phoenix, in concorso alla 75esima Mostra Internazionale d’Arte cinematografica, è tratto dal romanzo ‘Arrivano i Sister’ di Patrick DeWitt e “molti dei dettagli originali rispetto al passato, delle invenzioni e delle particolarità erano già presenti nel libro”, spiega il regista rispondendo alle domande dei giornalisti al Lido. Una lettura che “mi ha entusiasmato, ma non avrei mai pensato di adattarlo”, ammette Audiard, che evita di indicare troppi riferimenti: “Non ho pensato molto ad altri film. Posso però dire che un western che mi ha segnato è stato The Missouri Breaks”. Affontare un genere classico, con una filmografia sterminata e centinaia di riferimenti possibili, per raccontare la storia di un ritorno a casa, un romanzo di formazione in cui “grosso modo ci sono due adulti rimasti a 12 anni, una storia sulla ricerca di felicità, in cui “forse la gioia è lasciata a quello che accadrà dopo il finale del film”.

dunque

“Mia moglie ed io abbiamo ricevuto la sceneggiatura prima della pubblicazione e il mio personaggio mi è apparso subito come qualcosa di vicino a me, mi sono sentito collegato a lui”, ha spiegato John C. Reilly. “Poi quando hanno aderito anche gli altri mi è sembrata proprio un’idea allettante. La vera sfida era lavorare con Joaquin Phoenix che è senza pari ed è ossessionato dalla riuscita delle interpretazioni”. L’attore non ha lasciato passare inosservate le analogie tra il 1850 in cui è ambientato il film e il presente. “C’erano temi vicini a quelli di oggi. La violenza, il più forte che vince sul più debole, un futuro che appare non più sostenibile”, sottolinea Reilly. La domanda pertinente del film, indica l’attore, “è adesso dove andiamo? Abbiamo trovato l’ovest, e ora cosa facciamo?”. Audiard dice la sua anche sulla questione di genere nel cinema. “Quando ho scoperto il numero di registe presenti nel concorso di Venezia sono rimasto sorpreso”, rivela, “è innegabile che ci siano delle differenze, dei problemi. Deve esserci un cambiamento”.

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