Mondiali 2018, ct Svezia: “Non vogliamo fermarci, possiamo migliorare”

Le dichiarazioni del tecnico svedese dopo l'impresa dei suoi ragazzi

Svezia, stupisci ancora
Foto LaPresse

MOSCA (LaPresse) – Mondiali, la Svezia accede ai quarti. “Provo felicità e orgoglio. Abbiamo lavorato molto sulla difesa e seguito un piano, ma possiamo fare ancora meglio. La sensazione è buona ora, ma dobbiamo tornare a concentrarci e guardare avanti“. Così il ct della Svezia Janne Andersson ha parlato al sito della FIFA dopo la vittoria contro la Svizzera che è valsa alla squadra scandinava la prima qualificazione ai quarti di finale dei Mondiali dal 1994 negli Usa.

La soddisfazione del ct svedese per l’accesso ai quarti

Durante la gara contro gli elvetici i tifosi svedesi hanno più volte intonato il nome del loro allenatore, dagli spalti di San Pietroburgo. “E’ stata una sensazione surreale stare ai bordi del campo e sentire i tifosi che cantavano il mio nome“, ha ammesso Andersson. “Il calcio è uno sport di squadra e questa squadra, per me, lo esemplifica. Lavoriamo tutti così duramente l’uno per l’altro dentro e fuori dal campo“, ha spiegato ancora.

La nuova Svezia ai Mondiali senza Ibrahimovic

Eppure l’uomo il cui nome è stato gridato a San Pietroburgo è in gran parte il responsabile se la Svezia è tornata nell’elite del calcio mondiale. Per molti versi è diventata una “nuova” Svezia da quando Andersson è diventato ct nel 2016. Veterani come Zlatan Ibrahimovic, Andreas Isaksson, Anders Svensson e Kim Kallstrom hanno lasciato la nazionale. Andersson è stato costretto a ricostruire una squadra nazionale e le sue richieste ai giocatori sono state chiare sin dall’inizio.

Lavorare sodo e fare sempre del tuo meglio. Questo è anche esattamente ciò che i giocatori gli hanno fatto, creando una grande unità di intenti. Fra i segreti di questa Svezia c’è anche la presenza di uno psicologo pronto ad assistere i calciatori. “Janne è molto bravo a mantenere un dialogo con tutti i giocatori. Mostra il suo impegno nei confronti di tutti i membri della squadra, facendoli sentire importanti e che stanno facendo la loro parte“. Lo ha detto alla FIFA la dottoressa Daniel Ekvall.

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