Un ristorante che unisce alta cucina e sostenibilità sociale è nato all’interno della casa di reclusione di Bollate. Il progetto, chiamato “InGalera”, rappresenta un modello unico in Italia, interamente gestito da persone detenute che si occupano sia della preparazione dei piatti sia del servizio in sala. L’iniziativa offre loro una formazione professionale concreta e una reale opportunità di reinserimento nella società.
L’idea è stata realizzata grazie alla visione di Silvia Polleri, presidente della cooperativa ABC-La Sapienza in Tavola. La sua determinazione ha creato un ponte tra il mondo della detenzione e quello della ristorazione di qualità. I partecipanti hanno seguito un percorso formativo specialistico curato dall’Istituto alberghiero Paolo Frisi di Milano, acquisendo competenze professionali sotto la guida di chef e personale esperto.
L’ambiente del locale è elegante e curato, con cinquanta posti a sedere disponibili su prenotazione sia per pranzo che per cena. Lavorare “InGalera” non significa solo imparare un mestiere, ma anche costruire un futuro diverso. La disciplina e la professionalità acquisite in cucina e in sala sono strumenti fondamentali per quando i detenuti avranno terminato il loro percorso e potranno riaffacciarsi al mondo del lavoro.
Il menù proposto è il risultato di una ricerca culinaria che valorizza la qualità e la freschezza degli ingredienti, unendo la tradizione italiana a influenze internazionali in un’ottica di cucina sana e consapevole. Piatti come il “Riso al salto con crema di parmigiano” e la “Cotoletta alla milanese” rivisitata celebrano il patrimonio gastronomico locale, mentre creazioni come il “Carpaccio di spigola con pistacchi” e il “Cervo al vin santo” dimostrano una notevole abilità tecnica e creativa.
La proposta è attenta a bilanciare sapori e consistenze, come nel caso del “Risotto al latte di cocco con tartare di gambero rosso e pop corn” o del “Bollito di mare con spuma al pepe”. Anche la carta dei vini è stata pensata con ironia, con etichette dai nomi evocativi come “Il Ricercato” e “Malandrino”. Questa attenzione al dettaglio trasforma una cena in un’esperienza completa, che va oltre il semplice pasto.
Il ristorante non è solo un luogo dove mangiare, ma anche uno spazio di incontro. Vengono infatti organizzate serate a tema ed eventi speciali, durante i quali i lavoratori hanno l’occasione di raccontare le proprie storie, creando un dialogo costruttivo con il pubblico esterno. Il locale è disponibile anche per eventi aziendali e feste private, promuovendo ulteriormente il suo modello di impresa sociale.
I prezzi sono stati studiati per essere accessibili, con un costo medio a piatto che si aggira intorno ai 15-18 euro. È prevista anche una formula “tutto compreso” per il pranzo del sabato. Scegliere “InGalera” significa non solo gustare una cucina di alto livello, ma anche sostenere attivamente un progetto di reintegrazione che offre una seconda possibilità, dimostrando come un’attività commerciale possa generare un profondo valore sociale e umano.


















