NAPOLI – Altro che tregua. In Forza Italia la fronda interna è tutt’altro che rientrata e la spaccatura resta netta: da un lato il fronte legato al coordinatore regionale Fulvio Martusciello, dall’altro chi ne contesta apertamente la gestione e chiede un cambio di rotta. Uno scontro che si riaccende proprio mentre il partito, in Campania, sembra recuperare centralità nel centrodestra e rosicchiare consensi agli alleati. È proprio questa rinnovata centralità, secondo diversi osservatori, ad aver riacceso la battaglia interna. Più Forza Italia torna protagonista, più si acuisce il confronto su leadership e assetti. E così, mentre il partito si prepara alle prossime scadenze elettorali, la linea resta divisa tra chi difende l’attuale struttura e chi punta a ridisegnarla.
Nel fronte critico si guarda con interesse anche a possibili rientri eccellenti. Tra i nomi che circolano c’è quello dell’europarlamentare Aldo Patriciello, fuoriuscito nel recente passato proprio per contrasti con Martusciello e poi approdato nella Lega, dove è riuscito a conquistare un seggio a Strasburgo. Un eventuale ritorno sarebbe letto come un segnale politico forte, capace di riequilibrare gli assetti interni.
Intanto, nelle ultime ore si era parlato di una possibile ricomposizione della frattura. Ma a smentire qualsiasi ipotesi di pacificazione è stato il consigliere regionale Livio Petitto, questore del consiglio regionale, che con una nota ha chiarito come “il quadro politico resta invariato rispetto a quanto già formalizzato nel documento sottoscritto nei giorni scorsi”.
Il riferimento è al documento firmato, tra gli altri, dal senatore Franco Silvestro, dall’onorevole Annarita Patriarca, dal senatore Raffaele De Rosa, dall’onorevole Pino Bicchielli e dai consiglieri regionali Petitto, Assunta Panico e Angela Parente (subentrata al “sospeso” Giovanni Zannini). Un atto politico durissimo nei confronti della gestione regionale del partito.
Nel testo si parla apertamente di una situazione “giunta al capolinea”, con una crisi profonda che avrebbe prodotto “disordine organizzativo, perdita di identità politica e un grave danno reputazionale”. I firmatari denunciano una gestione accentrata e opaca, organismi svuotati e decisioni prese senza confronto, oltre a un clima interno segnato da “espulsioni sommarie, rimozioni arbitrarie e pressioni senza contraddittorio”.
Una critica che si allarga anche ai rapporti con gli alleati, definiti compromessi, e a una linea politica giudicata assente o comunque non riconoscibile. Da qui la richiesta esplicita di un intervento dei vertici nazionali: sul tavolo c’è l’ipotesi di un commissariamento della struttura regionale oppure, in alternativa, la nomina di un comitato di reggenza.
“Permangono tutte le questioni poste all’attenzione dei livelli nazionali – ha ribadito Petitto – rispetto alle quali siamo in attesa di un riscontro”. Parole che certificano una fase di stallo, in attesa delle decisioni da Roma.
Nel frattempo, però, il partito continua a muoversi sul territorio e a prepararsi alle prossime competizioni elettorali. Una sorta di equilibrio precario, destinato con ogni probabilità a reggere almeno fino alle elezioni comunali. Poi, inevitabilmente, arriverà la resa dei conti tra le due anime del partito.
Il fronte anti-Martusciello, infatti, è convinto di poter contare sul sostegno dei vertici nazionali, impegnati in una più ampia riorganizzazione di Forza Italia, anche sulla spinta della famiglia Berlusconi. Una partita tutta interna, ma con riflessi diretti sugli equilibri del centrodestra campano.


















