Sinner, un tour de force per la storia a Roma e Parigi

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Sport tennis
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Da un continente all’altro, sempre di corsa su un campo da tennis. Le parole pronunciate dopo il trionfo di Madrid hanno fotografato il suo stato attuale: ‘Sono un po’ stanco, ma è nelle regole del gioco’. Jannik Sinner continuerà però le sue fatiche inseguendo altre imprese, con l’obiettivo di vincere l’unico Masters 1000 che ancora gli manca, gli Internazionali di Roma, e di conquistare il Roland Garros.

Un successo al Foro Italico gli consentirebbe di eguagliare il record di Novak Djokovic, unico tennista ad averli vinti tutti, e riporterebbe il trofeo in Italia a quasi 50 anni dall’ultima volta. La vittoria a Parigi, invece, rappresenterebbe il suo secondo titolo Major stagionale. Sinner si trova nel mezzo di una cavalcata sportiva eccezionale: nessuno aveva mai vinto i primi quattro Masters 1000 della stessa stagione, e aggiungere a questi successi anche Roma e Parigi riscriverebbe la sua storia e quella del tennis.

Per riuscirci, dovrà confermare le sue doti di maratoneta. Il percorso che lo ha portato a vincere di seguito Indian Wells, Miami, Montecarlo e Madrid è iniziato a marzo e si compone al momento di 23 partite vinte in 55 giorni. Qualora dovesse imporsi sia al Foro Italico sia al Roland Garros, il cui atto finale è previsto per inizio giugno, aggiungerebbe altri 13 match al suo percorso, per un totale di 36 incontri in 93 giorni. Si tratterebbe di una media di una partita ogni 62 ore.

Una performance atletica e mentale che sarebbe straordinaria, specialmente per un atleta che fino a pochi anni fa mostrava nella resistenza e nel recupero fisico le sue principali debolezze. Sebbene resti da colmare il divario nelle partite che superano le quattro ore di gioco, i progressi nella crescita fisica, gestiti dal suo team guidato da Vagnozzi e Cahill, sono stati impressionanti, senza alterare l’equilibrio complessivo del suo gioco. ‘Fisicamente sto bene’, ha ammesso Sinner dopo Madrid, ‘è un tour de force molto lungo, ma sono felice. Ora è importante recuperare, soprattutto mentalmente ho dato molto’.

In vista del debutto a Roma, previsto per il fine settimana, i primi giorni sono stati dedicati al recupero e al sonno, un aspetto che l’atleta cura con grande attenzione. La sua capacità di gestire le energie è stata una risposta ai dubbi sulla sua partecipazione a tutti i tornei ravvicinati. Due momenti sono stati chiave nella sua maturazione: un precedente periodo di stop forzato, che ha permesso di lavorare sulla reattività neuromuscolare, e una decisiva settimana di allenamenti a Indian Wells prima del torneo, focalizzata sulla resistenza al caldo. Come ha sottolineato il suo allenatore, tornare a vincere è stata la cura più efficace di tutte.

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