Nel ritiro pre-campionato di Donaueschingen, in Germania, i riflettori non si sono accesi soltanto sui giovani talenti dell’Inter Primavera. A catturare l’attenzione e il calore dei tifosi locali sono stati anche gli uomini dello staff tecnico guidato da Cristian Chivu, figure solitamente abituate a lavorare lontano dalle telecamere.
Durante le sessioni di allenamento nel Baden-Württemberg, i collaboratori del tecnico romeno sono usciti dall’ombra, tornando a vivere per qualche momento le sensazioni della loro passata vita da calciatori. I tifosi presenti, soprattutto i più maturi, hanno riconosciuto in loro ex giocatori di alto livello, chiedendo autografi, selfie e scambiando qualche parola sui tempi passati.
Tra i volti più noti spicca quello di Aleksandar Kolarov, che ha assunto il ruolo di vice-allenatore dopo aver concluso la sua carriera da calciatore proprio con la maglia nerazzurra. La sua esperienza internazionale, maturata con club come Manchester City e Roma, rappresenta una risorsa preziosa per la crescita dei giovani difensori della Primavera. La sua presenza garantisce un filo diretto tra le dinamiche dello spogliatoio e le esigenze tecniche del campo.
Un altro nome di grande peso è quello di Riccardo Ferri, una vera e propria bandiera dell’Inter, con cui ha disputato centinaia di partite tra gli anni Ottanta e Novanta. Il suo ruolo di club manager della Primavera lo pone come figura di raccordo tra la squadra e la dirigenza, un garante dei valori e della storia del club trasmessi alle nuove generazioni. La sua popolarità tra gli appassionati è rimasta immutata nel tempo.
A completare il quadro dei veterani c’è Paolo Orlandoni, preparatore dei portieri. Per anni affidabile terzo portiere nell’era dei grandi successi interisti, inclusa la stagione del Triplete, Orlandoni ha messo la sua profonda conoscenza del ruolo al servizio dei giovani estremi difensori. Il suo compito è fondamentale per formare atleti pronti ad affrontare le pressioni del calcio professionistico.
Questi professionisti non sono semplici assistenti, ma veri e propri mentori per i ragazzi della Primavera. La loro esperienza diretta sul campo, vissuta ai massimi livelli, costituisce un patrimonio inestimabile. Il ritiro in Germania ha quindi rappresentato non solo una fase di preparazione atletica e tattica, ma anche un’importante occasione di coesione, in cui l’esperienza dello staff è diventata un punto di riferimento e un modello da seguire per tutta la squadra.





