Cucinare pasta e risparmiare gas: il metodo Parisi

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Risparmio energetico
Risparmio energetico

La ricerca di soluzioni sostenibili è entrata nelle nostre cucine, dove anche i piccoli gesti quotidiani possono fare la differenza per l’ambiente e il portafoglio. In un contesto di crescenti costi energetici, una proposta tanto semplice quanto geniale è arrivata da una fonte autorevole: il Premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi.

Il suo suggerimento si concentra su una delle attività culinarie più diffuse in Italia: la cottura della pasta. Il metodo, noto come “cottura passiva”, permette una sensibile riduzione del consumo di gas, con un impatto trascurabile sulla qualità finale del piatto.

Il principio alla base della cottura passiva è lineare: sfruttare l’inerzia termica dell’acqua. Anziché lasciare il gas acceso per tutto il tempo di cottura, si porta l’acqua a ebollizione e si spegne il fuoco subito dopo aver versato la pasta e atteso la ripresa del bollore.

Coprendo la pentola con un coperchio, il calore accumulato risulta sufficiente a completare il processo di cottura senza consumare ulteriore combustibile. L’unica accortezza consiste nel lasciare la pasta in acqua per uno o due minuti in più rispetto al tempo indicato sulla confezione, verificandone la consistenza prima di scolarla.

Per verificare l’efficacia di questo sistema, lo abbiamo messo alla prova con una ricetta che unisce tradizione e originalità: pasta corta all’uovo con filetti di acciuga, mela e pinoli. Questa preparazione ci ha permesso di valutare non solo il risparmio energetico, ma anche la resa della pasta cucinata con questa tecnica “dolce”.

Gli ingredienti per quattro persone includono 320 grammi di pasta corta all’uovo, due mele (varietà renetta o stark), una decina di filetti di acciuga sott’olio, una manciata di pinoli, olio extra vergine d’oliva, la scorza di un limone non trattato e un pizzico di origano.

Il procedimento ha avuto inizio portando a ebollizione l’acqua. Nel frattempo, le mele sono state lavate, private del torsolo e cotte in microonde per circa cinque minuti per ammorbidirne la polpa. In un tegame capiente, i filetti di acciuga sono stati sciolti dolcemente in cinque cucchiai di olio extra vergine d’oliva a fuoco bassissimo.

Una volta quasi sciolte le acciughe, sono stati uniti i pinoli per farli tostare leggermente. La polpa di mela cotta è stata quindi frullata e aggiunta al sugo di acciughe e pinoli, creando una crema agrodolce sorprendentemente equilibrata.

Quando l’acqua per la pasta ha raggiunto il pieno bollore, abbiamo aggiunto il sale e poi la pasta. Abbiamo atteso la ripresa del bollore, spento il fuoco, coperto la pentola e atteso il tempo di cottura indicato sulla confezione, più un minuto aggiuntivo.

Il risultato è stato estremamente soddisfacente: la pasta era perfettamente al dente e la sua consistenza non è stata in alcun modo compromessa dall’assenza di fiamma continua. Questo esperimento ha confermato che la cottura passiva è non solo praticabile, ma anche efficace. Sebbene il risparmio sulla singola bolletta possa apparire modesto, l’impatto collettivo, qualora questa pratica venisse adottata su larga scala, sarebbe significativo in termini di riduzione delle emissioni di CO2 e di dipendenza dai combustibili fossili.

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