L’autista del Milan racconta il suo Franco Baresi

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Cronache sport calcio
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Antonio Cipolletta non è stato un semplice autista, ma una vera e propria istituzione per il Milan. Per 32 anni, dal 1981 al 2013, ha guidato il pullman della squadra, diventando un testimone silenzioso e privilegiato di un’epoca irripetibile. Dal suo posto di guida ha osservato da vicino campioni e allenatori, macinando milioni di chilometri e custodendo i segreti di uno spogliatoio leggendario.

Tra le tante figure che hanno popolato i suoi ricordi, una spicca su tutte per carisma e statura: Franco Baresi. Cipolletta lo ha definito senza esitazioni “il numero uno, il vero ministro della difesa”, un soprannome che cattura perfettamente il suo ruolo in campo. Per l’autista, Baresi è stato più di un calciatore; è diventato un amico, una presenza costante nei lunghi viaggi che hanno scandito le stagioni rossonere.

Il ritratto che emerge dalle sue parole è quello di un leader silenzioso, un uomo di poche parole ma di immensa influenza. “Sorrideva spesso, ma quando arrivava il momento di concentrarsi entrava completamente nella partita: da quel momento era impossibile distrarlo”, ha raccontato Cipolletta. Anche i suoi gesti più semplici rivelavano la sua natura: Baresi saliva sempre sul pullman dallo sportello posteriore, un’abitudine che dimostrava la sua volontà di non apparire mai al di sopra del gruppo.

Sul bus, prima delle partite, la sua serietà era contagiosa. Parlava con i compagni con quel tono pacato ma autorevole che lo ha sempre contraddistinto, guadagnandosi il rispetto incondizionato di tutti. Non aveva bisogno di urlare per farsi ascoltare; la sua sola presenza bastava a dettare il clima di concentrazione.

Eppure, dietro la maschera del capitano inflessibile, si nascondeva anche un lato ironico. Cipolletta ha ricordato con affetto una battuta che Baresi gli ha rivolto ai tempi di Arrigo Sacchi. “Mi disse: ‘Se tu andassi in panchina al posto del mister non ci sarebbero problemi. Tanto il Milan vincerebbe lo stesso'”. Una frase scherzosa, che testimonia il rapporto di confidenza e stima che si era creato tra i due.

Quello era un gruppo capace di unire una serietà professionale granitica a momenti di grande leggerezza. Cipolletta ha infatti menzionato anche Daniele Massaro, descritto come “il vero burlone della squadra”, sempre pronto a fare scherzi, persino mentre l’autista era al volante.

Il ricordo torna poi sulla grandezza calcistica di Baresi, messo a confronto con un altro gigante come Paolo Maldini. “Sono stati due colossi, ma Franco era davvero il ministro della difesa”, ha ribadito Cipolletta. La sua capacità di comandare la linea arretrata era unica. “Bastava un suo gesto per far capire ai compagni quale fosse la sua volontà e quella dell’allenatore. La sua era un’autorità naturale”.

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