Nel cellulare di Garofalo le foto dei voti per De Rosa e Cirillo

Nelle intercettazioni il riferimento a un pacchetto di 100 preferenze per i due candidati (non indagati)

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De Rosa Garofalo e Cirillo
Marcello De Rosa (non indagato), Costantino Garofalo e Federica Cirillo (non indagata)

CASAPESENNA – I voti, quelli da portare. Le promesse, quelle da incassare. E una regola che, nelle carte dell’inchiesta, sembra essere semplice: stare da entrambi i lati della partita elettorale, per non restare – almeno provarci – senza riferimenti né nella futura maggioranza né nell’eventuale opposizione.

È questa, secondo la tesi investigativa dei carabinieri di Caserta, la strategia che sarebbe stata adottata da Costantino Garofalo e Raffaele Nobis, ritenuti dalla Dda di Napoli figure di riferimento di una frangia collegata al clan Zagaria.

L’indagine, coordinata dai pm Vincenzo Ranieri, Alfredo Gagliardi e Vincenzo Toscano, nelle cui carte è contenuto anche questo spaccato elettorale, ha portato all’esecuzione – lo scorso luglio – di un provvedimento cautelare nei confronti di Garofalo, Nobis, accusati di associazione mafiosa, e di altri sei indagati.

Va detto subito, senza lasciare spazio ad equivoci: i politici citati nelle intercettazioni non sono coinvolti nel provvedimento restrittivo e, per quanto noto, non risultano – ad oggi – destinatari di contestazioni. Il fatto di ricevere voti da persone che, in successive indagini, vengono indicate come vicine a contesti mafiosi, non costituisce di per sé reato. Altro sarebbe dimostrare la consapevolezza di quei rapporti o l’esistenza di un’intesa finalizzata a ottenere utilità in cambio del sostegno alle urne. Elementi che, in base alle informazioni disponibili – ripetiamo -, non sono contestati adesso agli amministratori e ai candidati menzionati.

I loro nomi, tuttavia, compaiono nelle annotazioni dei militari perché i contatti con Garofalo vengono ritenuti utili a ricostruire l’interesse del gruppo alle amministrative della primavera 2024. Un interesse che, seguendo l’ipotesi investigativa, non si sarebbe limitato all’appoggio personale a questo o quel candidato, ma avrebbe avuto come possibile prospettiva l’ottenimento di utilità dal Comune (lo approfondiremo nei prossimi articoli).

L’8 giugno 2024, alla vigilia del voto, i carabinieri registrano un incontro tra Garofalo e Marcello De Rosa, sindaco uscente e candidato al consiglio comunale nella lista ‘Casapesenna Viva’, guidata da Giustina Zagaria.
Nella conversazione ascoltata dai carabinieri, De Rosa manifesta preoccupazione per l’esito delle urne. Garofalo lo rassicura: dice di essere riuscito a procurargli cinquanta voti e gli prospetta l’elezione.

Poco dopo, sempre secondo la ricostruzione degli investigatori, Garofalo parla con un imprenditore. Racconta di aver appena incontrato una persona e di aver ricevuto rassicurazioni su una vicenda non meglio specificata. Poi indica le preferenze da esprimere: Marcello De Rosa e Federica Cirillo, entrambi candidati nella lista ‘Casapesenna Viva’. Garofalo, secondo la lettura investigativa della conversazione, sembra collegare il sostegno alla Cirillo al tema dell’assessorato ai Lavori pubblici.

Le parole captate sono oggetto dell’interpretazione investigativa. I carabinieri ritengono che Garofalo e l’uomo d’affari discutano di un pacchetto di cento consensi: cinquanta attribuiti al primo e cinquanta al secondo. E nelle frasi riportate negli atti, gli inquirenti colgono il possibile riferimento a favori in cambio dell’impegno elettorale.

A rafforzare i sospetti degli investigatori ci sono anche due fotografie visualizzate sul telefono in uso a Garofalo. Le immagini, acquisite la notte del 9 giugno 2024, mostrano due schede elettorali fotografate all’interno delle cabine. In una compaiono la croce sulla lista ‘Casapesenna Viva’ e le preferenze per Marcello De Rosa e Federica Cirillo; nell’altra la stessa lista e le preferenze per Michele Diana e Federica Cirillo. Secondo quanto apprendiamo, sarebbero stati avviati accertamenti per tentare di risalire ai soggetti che avrebbero inviato le immagini a Garofalo

Costantino Garofalo, secondo quanto già emerso dalle intercettazioni oggetto dell’articolo pubblicato lo scorso 29 agosto, si sarebbe attivato anche per Patrizio Fontana, candidato nella lista ‘Rinnoviamo Casapesenna’, guidata da Alessandro Cirillo, poi uscito sconfitto dalla competizione elettorale Quando Fontana (che non sarà eletto) avrebbe contestato il contemporaneo sostegno a De Rosa, Garofalo avrebbe spiegato che entrambi erano suoi amici.

È il punto politico che resta sullo sfondo dell’inchiesta. Non una responsabilità penale attribuita ai candidati citati, che – per quanto noto – non risultano indagati, ma il tema della permeabilità della competizione elettorale ai tentativi di influenza di soggetti che gli inquirenti della Procura di Napoli, diretta da Nicola Gratteri, ritengono legati a un contesto di criminalità organizzata. Un tema che riguarda la fiducia pubblica prima ancora delle aule giudiziarie: perché chi chiede voti chiede anche di rappresentare i cittadini, e le istituzioni non possono permettersi zone d’ombra.

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