Formula 1, Kimi Antonelli vale già 50 milioni di euro

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Cronache sport formula1
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Andrea Kimi Antonelli si è affermato rapidamente in Formula 1. A 20 anni, il pilota Mercedes ha raggiunto la vetta della classifica generale, diventando una figura chiave per la crescita globale del campionato promossa da Liberty Media. La sua giovane età, nazionalità italiana e immagine positiva lo rendono un profilo ideale per attrarre nuove fasce di pubblico.

Un’analisi condotta da Gazzetta in collaborazione con StageUp ha stimato il suo valore economico potenziale in 50 milioni di euro. Questa cifra non riflette i guadagni attuali, ma il potenziale di mercato che il pilota può generare, basato sulle performance sportive e sul confronto con gli altri protagonisti della F1.

Le entrate di un pilota derivano dall’ingaggio del team e dai diritti d’immagine. Questi ultimi sono però limitati dagli obblighi verso la scuderia, quindi lo stipendio riflette sia l’abilità sia l’appeal commerciale. A differenza di Hamilton, che secondo Forbes guadagna 25 milioni da sponsor personali, la maggior parte dei piloti non raggiunge i 10 milioni. Gli ingaggi dei team hanno però raggiunto cifre molto elevate: Verstappen percepisce fino a 90 milioni a stagione da Red Bull, mentre la Ferrari ne corrisponderà 60 a Hamilton.

Secondo Giovanni Palazzi, presidente di StageUp, in F1 esistono tre fasce di ingaggio: giovani (sotto i 10 milioni), piloti di alto livello come Leclerc e Norris, e campioni affermati come Verstappen e Hamilton. Il passaggio tra fasce è un salto netto. “Un’eventuale vittoria del Mondiale proietterebbe Antonelli direttamente in questa fascia d’élite”, ha spiegato Palazzi. Sommando questo potenziale ingaggio alle attività commerciali individuali si ottiene la stima di 50 milioni.

Questa valutazione riguarda il potenziale futuro. Attualmente, l’ingaggio base di Antonelli dalla Mercedes è di 4 milioni di euro più bonus. Tuttavia, al momento del rinnovo, potrà far valere una crescita che ha superato ogni previsione. Il fattore età è cruciale: arrivato in F1 a 18 anni, è un modello in cui il pubblico under 25 può identificarsi. “Età, immagine positiva e il fattore Made in Italy rappresentano una combinazione rara e molto ricercata dalle aziende, un veicolo di visibilità globale”, ha concluso Palazzi.

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