e tensioni sulle deleghe in giunta, il rifiuto di De Gaetano e lo strappo di Forza Azzurra aprono una nuova crisi politica. Il sindaco: “Mi allontano per valutare ciò che ho ascoltato“. Con lui escono tutti i consiglieri di maggioranza. In aula restano soltanto cinque presenti.
AVERSA – Le parole del sindaco, poi l’abbandono dell’aula insieme all’intera maggioranza. Il Consiglio comunale di Aversa sulle linee programmatiche del Piano urbanistico comunale si trasforma in una resa dei conti politica, con la crisi interna alla coalizione che sostiene Franco Matacena ormai esplosa pubblicamente. Una seduta che avrebbe dovuto affrontare un tema strategico per il futuro della città si è conclusa con un nulla di fatto, dopo che il primo cittadino ha annunciato la propria decisione di allontanarsi dall’aula, seguito dai consiglieri della maggioranza.
Un gesto che segna un ulteriore passaggio nella delicata fase attraversata dall’amministrazione e che, per le modalità con cui si è consumato, assume un significato politico rilevante. Non si tratta di dimissioni formalizzate, ma di una presa di distanza che arriva dopo giorni di tensioni, contrasti sulle deleghe assessorili e segnali di dissenso da parte di diversi esponenti della coalizione.
A rendere evidente la frattura sono state le assenze di alcuni consiglieri di maggioranza, tra cui Lucia Aversano, Gennaro Marino, Antonio Ivan Giglio, Raffaele De Gaetano e Massimo Virgilio. Sullo sfondo, la rimodulazione delle deleghe in giunta, il rifiuto di De Gaetano di accettare la nomina ad assessore e la decisione dei componenti di Forza Azzurra di ritirarsi dalle commissioni consiliari, annunciata dal consigliere Luigi Dello Vicario.
Una serie di episodi che ha progressivamente incrinato gli equilibri politici e che, nel corso della seduta, è diventata il tema centrale del confronto, ben oltre il punto all’ordine del giorno dedicato al Puc.
Lo sfogo del sindaco: “Le assenze non possono essere un’arma politica”
Matacena ha preso la parola facendo riferimento proprio alle sedie vuote e alle assenze registrate tra i banchi della maggioranza. Un intervento dai toni insolitamente duri rispetto alla linea mantenuta dal primo cittadino nei precedenti passaggi della consiliatura.
“Prendo atto delle sedie vuote e non posso non considerarle”, ha esordito il sindaco, prima di ripercorrere i due anni e quattro mesi trascorsi alla guida dell’amministrazione.
“Nel corso di questi due anni e quattro mesi ho sempre mantenuto toni pacati e mi sono attenuto ai regolamenti, ma devo fare delle considerazioni sugli ultimi accadimenti. Le fibrillazioni che hanno attraversato la maggioranza mi impongono una riflessione”, ha dichiarato.
Il passaggio più significativo è arrivato quando Matacena ha affrontato direttamente il tema delle assenze in Consiglio comunale, considerate non soltanto un problema per il funzionamento dell’assemblea, ma anche un segnale di dissenso politico che il sindaco ha contestato apertamente.
“Le assenze in Consiglio comunale non possono diventare un’arma di dissenso politico. Partecipare non è un atto di cortesia verso il sindaco o la maggioranza, ma un dovere verso la città e verso chi ci ha eletto. L’uso strumentale delle assenze è un malcostume che ad Aversa si ripete da anni e che intendo stigmatizzare con forza”.
Parole che hanno riportato al centro della discussione la tenuta della maggioranza e il rapporto tra il primo cittadino e una parte dei consiglieri che dovrebbero sostenerne l’azione amministrativa. Il richiamo alla responsabilità istituzionale si è trasformato, di fatto, in una contestazione politica rivolta a chi, con la propria assenza, ha contribuito a rendere incerta la prosecuzione dei lavori.
Scontro in aula, Carratù solleva la questione dell’ordine dei lavori
L’intervento del sindaco ha immediatamente acceso il confronto in aula. Il consigliere Dino Carratù è intervenuto più volte sollevando una mozione d’ordine e contestando la pertinenza delle dichiarazioni di Matacena rispetto all’argomento previsto all’ordine del giorno.
La discussione si è così spostata rapidamente dal merito delle linee programmatiche del Puc alla gestione dei lavori consiliari e alla legittimità dell’intervento del primo cittadino in quella fase della seduta.
A replicare alle contestazioni è stato il consigliere di maggioranza Raffaele Oliva, che ha difeso il diritto del sindaco a prendere la parola. “Sta parlando un sindaco, abbiate rispetto”, ha gridato, intervenendo in un clima ormai caratterizzato da tensione e contrapposizioni.
Il presidente del Consiglio comunale, Giovanni Innocenti, è intervenuto per richiamare Oliva e riportare la discussione entro i limiti del regolamento, invitando successivamente lo stesso Matacena ad attenersi alle procedure previste.
Il botta e risposta ha reso ancora più evidente la difficoltà di gestire una seduta che, anziché concentrarsi sul Puc, si è trasformata in un confronto diretto sulla crisi politica in corso. Le assenze dei consiglieri, le dichiarazioni del sindaco e le contestazioni sulle modalità del suo intervento hanno finito per sovrapporsi, lasciando sullo sfondo il tema urbanistico che avrebbe dovuto essere affrontato.
“Mi allontano dall’aula per valutare ciò che ho ascoltato”
E’ a questo punto che Matacena ha pronunciato le parole che hanno preceduto la rottura definitiva della seduta.
“C’è uno spirito molto distante dal mio modo di pensare”, ha dichiarato il sindaco, facendo riferimento al clima politico e alle dinamiche emerse durante il confronto. «Nonostante i miei appelli al senso di responsabilità, posso constatare l’assenza di vari consiglieri. Mi allontano dall’aula consiliare per valutare ciò che ho ascoltato”.
Una dichiarazione che ha segnato il passaggio dalle parole ai fatti. Terminato l’intervento, il primo cittadino si è alzato e ha lasciato l’aula. A seguirlo sono stati tutti i componenti della maggioranza presenti, determinando di fatto l’interruzione dei lavori.
La scena ha assunto un forte significato politico: il sindaco, chiamato a guidare una coalizione che nelle ultime ore ha manifestato evidenti segnali di divisione, ha scelto di abbandonare la seduta insieme ai consiglieri rimasti al suo fianco. Un gesto che rende ancora più urgente un chiarimento sui rapporti interni alla maggioranza e sulle condizioni per proseguire l’esperienza amministrativa.
L’uscita collettiva non equivale a una formalizzazione delle dimissioni del sindaco, ma rappresenta un segnale della profondità dello scontro in atto. Matacena ha annunciato una riflessione, senza indicare nell’immediato quali decisioni intenda assumere.
De Michele: “La maggioranza scappa, non c’è il numero legale”
Dopo l’abbandono dell’aula da parte del sindaco e dei consiglieri di maggioranza, la reazione dell’opposizione è stata immediata.
“La maggioranza scappa, non c’è il numero legale”, ha dichiarato il consigliere Mario De Michele, chiedendo al presidente del Consiglio Giovanni Innocenti di procedere con l’appello per verificare il numero dei presenti e la possibilità di proseguire la seduta.
Il controllo ha confermato una situazione ormai compromessa: in aula sono rimasti soltanto cinque consiglieri. Un numero insufficiente per continuare i lavori, con la conseguente conclusione della seduta senza che si potesse affrontare il punto relativo alle linee programmatiche del Puc.
Per l’opposizione, quanto accaduto rappresenta un’ulteriore dimostrazione delle difficoltà politiche dell’amministrazione. L’abbandono dell’aula da parte dell’intera maggioranza, arrivato proprio nel momento in cui il sindaco stava contestando le assenze e richiamando i consiglieri al senso di responsabilità, ha dato alla vicenda un significato che va oltre il mancato svolgimento di una singola seduta.
La minoranza ha assistito così alla conclusione anticipata dei lavori, mentre il confronto politico si è spostato inevitabilmente sulle conseguenze della rottura e sulle possibili decisioni del primo cittadino.
Deleghe, nomine e commissioni: la crisi che viene da lontano
La vicenda maturata in aula è l’ultimo capitolo di una serie di tensioni che nelle ultime ore hanno attraversato la maggioranza. Al centro del confronto c’è la rimodulazione delle deleghe in giunta, passaggio che avrebbe dovuto ridefinire gli equilibri interni alla coalizione ma che, invece, ha contribuito ad alimentare il malcontento.
A complicare il quadro è arrivato il rifiuto di Raffaele De Gaetano di accettare la nomina ad assessore, una decisione che si inserisce in un contesto già segnato da rapporti politici difficili e da posizioni non più pienamente convergenti.
A questo si aggiunge la scelta dei componenti di Forza Azzurra di ritirarsi dalle commissioni consiliari, annunciata dal consigliere Luigi Dello Vicario. Un segnale politico che ha ulteriormente indebolito l’immagine di compattezza della coalizione e che si è sommato alle assenze registrate durante la seduta.
I nomi di Lucia Aversano, Gennaro Marino, Antonio Ivan Giglio, Raffaele De Gaetano e Massimo Virgilio, assenti in Consiglio, sono diventati così centrali nel dibattito sulla tenuta della maggioranza. Le loro assenze, insieme alle altre tensioni emerse, hanno contribuito a determinare il contesto nel quale è maturato lo scontro tra il sindaco e l’assemblea.
Resta da chiarire se le diverse posizioni siano riconducibili a una protesta temporanea, a una richiesta di revisione degli equilibri politici oppure a una frattura destinata a incidere più profondamente sul futuro dell’amministrazione. Al momento, il dato certo è che il confronto interno è uscito dalle sedi riservate ed è esploso pubblicamente durante una seduta consiliare.
Il futuro dell’amministrazione Matacena
La giornata lascia aperti numerosi interrogativi sul futuro politico di Aversa. Il sindaco ha annunciato di volersi prendere del tempo per valutare quanto accaduto, mentre la maggioranza, uscendo in blocco dall’aula, ha mostrato una reazione compatta almeno nel momento della rottura della seduta. Resta però da capire se questa compattezza si tradurrà in una ritrovata unità politica o se le divisioni emerse nelle ultime ore continueranno a condizionare l’attività amministrativa.
Il nodo non riguarda soltanto la composizione della giunta o la distribuzione delle deleghe. In discussione c’è la capacità della coalizione di garantire la presenza in Consiglio, sostenere gli atti amministrativi e assicurare continuità all’azione di governo della città.
Il mancato confronto sulle linee programmatiche del Puc rappresenta, in questo senso, un elemento particolarmente significativo. Un tema strategico per la pianificazione urbanistica di Aversa è rimasto senza discussione proprio mentre la crisi politica raggiungeva uno dei suoi momenti più delicati.
Per Matacena si apre adesso una fase di riflessione, dopo un intervento nel quale ha manifestato apertamente il proprio dissenso per le assenze e per il clima che si è creato all’interno della maggioranza. Le sue prossime mosse saranno decisive per comprendere se vi siano le condizioni per ricomporre lo strappo oppure se la crisi sia destinata ad aggravarsi.
La seduta si è chiusa con cinque consiglieri rimasti in aula e con il Puc ancora da discutere. Ma il dato politico più rilevante è un altro: la frattura che attraversa la maggioranza di Aversa è ormai diventata pubblica e il rapporto tra il sindaco e una parte della sua coalizione è entrato in una fase di evidente difficoltà. La domanda, adesso, è se Matacena riuscirà a ricostruire gli equilibri necessari per andare avanti o se l’abbandono dell’aula segnerà l’inizio di una crisi ancora più profonda.





