Basta smog: da oggi a scuola in bici

A Caserta impazza il “Piedibus”: passeggiate di gruppo per lasciare a casa l’auto

NAPOLI – Si chiama “Bike to School” ed è tra le iniziative green più dinamiche e divertenti da proporre ai vostri figli. Un’espressione inglese che tradotta significa letteralmente “Pedalare verso scuola”, che incoraggia appunto l’utilizzo della bicicletta in sostituzione dell’auto per recarsi in classe senza inquinare. Quante volte siamo rimasti imbottigliati nel traffico che si crea tutti i giorni davanti alle scuole? Decine di macchine che si affollano nelle ore di punta, sostando magari col motore acceso e molto spesso in doppia fila, creando disagi alla circolazione dei veicoli dell’intera zona.
Una nuvola di smog di cui siamo anche noi artefici, che finiamo col respirare a pieni polmoni coinvolgendo in prima persona i nostri stessi ragazzi.
“Bike to School” nasce così dall’iniziativa spontanea di un gruppo di genitori che periodicamente si dà appuntamento per accompagnare a scuola i propri figli, pedalando insieme in bicicletta. Nata nel 2013, si è diffusa subito a Napoli, Roma e Milano.
Un modo non solo per evitare di inquinare, risparmiare benzina e ridurre lo stress al volante, ma anche e soprattutto per consentire ai bambini di riappropriarsi, in sicurezza, della strada, intesa come spazio comune normalmente invaso dal traffico motorizzato.
L’iniziativa è stata protagonista del dibattito che si è svolto ieri alla Città della Scienza di Napoli nell’ambito della tre giorni per la “Scuola HUB 2019”, in cui si è parlato inoltre della campagna “Strade Scolastiche”. Ambientalismo sì, ma anche sicurezza delle strade che i ragazzi percorrono tutti i giorni andando a scuola.


“Dal 2013 ad oggi abbiamo messo in campo tante iniziative per dimostrare come si possa facilmente andare a scuola in bicicletta”, ci spiega Laura Saffiotti di “Bike to School Napoli”, nonché docente presso il liceo Mercalli, tra le scuole “bike friendly” del capoluogo partenopeo, quelle che cioè danno l’opportunità agli studenti di parcheggiare la propria bicicletta nello spazio interno all’istituto, in cui ci sono appunto delle apposite rastrelliere.

“La nostra attività consiste in un calendario mensile a cui possono aderire tutte le scuole che lo desiderano. Ci raduniamo in alcuni punti della città per andare appunto a scuola tutti insieme in bici. Pedalare in gruppo da un lato aumenta la sicurezza, dal momento che in questo modo il ciclista si rende più visibile, e dall’altro è molto più divertente che pedalare da soli. Attivare i neuroni di buon mattino con una bella pedalata tutti insieme è il modo migliore per cominciare la giornata”.

Tante le scuole napoletane ad aver aderito con entusiasmo a “Bike to School”, sotto la guida del professor Renato Casolaro, mobility manager dell’Istituto Comprensivo Statale Pertini – 87 D. Guanella di Scampia. Sono gli stessi genitori a chiedere di organizzare le pedalate educative, “un modo per dire no all’inquinamento e per risparmiare sulle spese dello scuolabus e della benzina”.

La presenza delle auto fuori le scuole è spesso fonte di incidenti a volte anche mortali. L’eliminazione delle macchine intorno ai presidi scolastici è stata applicata già in tanti Paesi, e inizia a essere richiesta anche in Italia, come spiegato da Linda Maggiori di “Famiglie senz’auto” nel corso dell’evento alla Città della Scienza.
Se a Napoli impazza tra gli studenti la passione per la bici, a Caserta sono tanti i ragazzi che scelgono invece di andare a scuola direttamente a piedi. Un’ iniziativa che prende il nome di “Piedibus”, e si propone appunto come valida alternativa allo scuolabus. Decine di bimbi che ogni giorno si dedicano a una passeggiata tutti insieme, per donare al proprio corpo del sano movimento. Bambini e genitori alla riscoperta del piacere del camminare a piedi, attività che riduce inoltre lo stress e fa bene sia all’organismo che all’ambiente. “Bike to School” e “Piedibus” lanciano lo stesso virtuoso messaggio: attività fisica e divertimento per lasciare a casa la macchina o lo scooter.

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