Bublik: una fuga a Las Vegas per battere il burnout

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Sport tennis
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Alexander Bublik, numero 11 del ranking mondiale, è un tennista che divide e affascina. Con il suo talento sublime e un carattere che mescola genio e sregolatezza, ha conquistato un vasto seguito di tifosi, specialmente in Italia, un Paese che ricambia il suo affetto. Il giocatore kazako non ha mai nascosto il suo legame speciale con il pubblico italiano, tanto da chiedersi ironicamente in un video: “Sono forse italiano?”.

Questo legame va oltre il campo da gioco. Bublik ha confessato di sognare un futuro in Italia, immaginando una vita tra vigneti di proprietà o una casa in Costiera Amalfitana. Ha spiegato che il trasferimento sarebbe semplice, data la vicinanza con Montecarlo, e che sua moglie e suo figlio si trovano molto bene nel Paese. La sua passione per la cultura italiana si estende alla musica, con artisti come Celentano e gli 883 che figurano nelle sue playlist di Spotify.

Definendosi il “direttore del circo” in un documentario ATP, Bublik ha offerto una metafora per descrivere il suo ruolo nel tour. Per lui, il tennis è un lavoro da svolgere con serietà, ma non un’ossessione che pervade ogni momento della sua vita. Ha ammesso di aver iniziato a prendere la professione sul serio solo tra il 2022 e il 2023, un cambio di mentalità che lo ha portato a scalare la classifica fino a entrare tra i migliori giocatori del mondo.

Tuttavia, questo percorso non è stato privo di ostacoli. Lo scorso anno, Bublik ha attraversato un periodo di profonda crisi, scivolando intorno alla posizione numero 80 del ranking. Contrariamente a quanto si potesse pensare, il problema non era la mancanza di impegno, ma l’esatto opposto: un burnout causato da un eccesso di allenamento e pressione. Le vittorie non arrivavano, e il tennista ha iniziato a mettere in discussione i sacrifici imposti dalla vita da professionista.

Ha anche considerato l’idea di ritirarsi, ma l’ha scartata non amando la prospettiva di diventare allenatore. La svolta è arrivata grazie a un’intuizione del suo coach, che è anche un suo caro amico e padrino di suo figlio. Per staccare completamente, i due sono volati a Las Vegas per tre giorni. Quel viaggio, lontano dai campi e dalle classifiche, ha funzionato da reset mentale.

Subito dopo, Bublik ha partecipato al Challenger di Phoenix senza alcuna aspettativa, ma è riuscito a raggiungere la finale. Da quel momento, la sua carriera ha ripreso slancio. Nonostante l’immagine da ribelle, che talvolta infrange le racchette, ha sottolineato l’importanza del rispetto e dell’educazione. Un personaggio complesso, attento ai dettagli in campo ma rilassato nella vita, che continua a lasciare un segno unico nel mondo del tennis.

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