Caivano, follia domestica: lite familiare degenera in rissa a colpi di mattarello. Cinque arresti e due denunce

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CAIVANO – Un appartamento trasformato in un’arena, un utensile da cucina brandito come un’arma, e la pace familiare frantumata in mille pezzi. È il desolante scenario che si sono trovati di fronte i Carabinieri della compagnia di Caivano, intervenuti nella tarda serata di ieri, 4 luglio 2026, per sedare una furibonda rissa scoppiata tra parenti. Il bilancio finale è pesante: cinque persone in manette e altre due denunciate a piede libero.

Tutto ha avuto inizio con una telefonata al 112. Dall’altra parte del filo, la voce rotta dalla paura di una donna, che implorava un intervento immediato all’interno di un’abitazione nel comune alle porte di Napoli. La lite, nata per motivi ancora al vaglio degli inquirenti ma definiti “futili”, stava rapidamente degenerando. La centrale operativa ha immediatamente inviato sul posto una gazzella, i cui militari, giunti in pochi istanti, hanno subito percepito la gravità della situazione. Le urla, violente e cariche di astio, provenivano dall’appartamento indicato e rimbombavano per l’intera tromba delle scale, testimoniando un livello di tensione ormai fuori controllo.

Una volta varcata la soglia, i Carabinieri sono stati accolti da un silenzio improvviso e innaturale. Per un attimo, la loro presenza è sembrata sufficiente a placare gli animi. Sguardi tesi, respiri affannosi e un’atmosfera satura di ostilità hanno fatto da cornice a quella che si è rivelata solo una tregua effimera. Pochi istanti e la quiete è stata nuovamente squarciata da un’escalation di urla, minacce e accuse reciproche. Le parole si sono trasformate in spintoni, gli spintoni in un corpo a corpo violento.

Nonostante i tentativi dei militari di riportare la calma e di interporsi tra i contendenti, la situazione è precipitata. Il punto di non ritorno è stato raggiunto quando una donna di 30 anni, in preda a una furia cieca, ha afferrato un mattarello da cucina e ha iniziato a brandirlo minacciosamente, tentando di colpire chiunque le si parasse davanti. A quel punto, l’intervento dei Carabinieri si è fatto più deciso. Con non poca fatica, sono riusciti a disarmare la donna, a separare fisicamente i rissanti e a ristabilire l’ordine in un ambiente ormai devastato dalla violenza.

Al termine delle operazioni, una volta messa in sicurezza l’area, è scattato il momento delle responsabilità penali. Le manette sono scattate ai polsi di cinque persone, ritenute i principali responsabili della rissa: la stessa 30enne armata di mattarello, due uomini di 29 anni, un 56enne e un 26enne. Tutti sono stati arrestati con l’accusa di rissa aggravata e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sono stati posti agli arresti domiciliari in attesa del giudizio. Altre due persone coinvolte nella zuffa, un 29enne e un 64enne, sono state invece denunciate in stato di libertà per lo stesso reato. Una triste vicenda che getta un’ombra sulla fragilità dei rapporti familiari, mostrando come una banale discussione possa trasformarsi, in pochi minuti, in un grave episodio di cronaca nera.

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