Campania in fiamme, dodici incendi boschivi in 24 ore

Terra dei fuochi, il report di giugno è negativo: 103 roghi in trenta giorni, il 9 per cento nei campi rom

NAPOLI – E’ stata la Protezione civile della Regione Campania a intervenire mercoledì per una serie di incendi divampati sul Monte Somma, nella zona vesuviana. Il fuoco si è sviluppato in località Coda del Lupo a Cava de’ Tirreni (Salerno) e a Sessa Aurunca (Caserta), ma anche in località Galleria del Massico dove il direttore delle operazioni di spegnimento ha richiesto anche l’intervento di un elicottero regionale.

Gli incendi sono stati tutti spenti, così come quelli divampati nei giorni scorsi sul Monte Barbaro, nei Campi Flegrei, e a Mondragone. Quello del Monte Barbaro è l’incendio più esteso: interessa circa 10 ettari di macchia mediterranea all’interno della quale sono presenti anche diversi vigneti ma anche cinque elettrodotti. Sono state impegnate nelle operazioni 18 squadre della Protezione civile regionale: circa 70 uomini e donne con 12 interventi eseguiti da elicotteri regionali, 4 interventi da parte di aerei del Dipartimento nazionale chiamato in supporto.

Sono giorni che i Canadair e i vigili del fuoco lavorano agli incendi che si sono sviluppati in Campania. Secondo quanto comunicato dalla Regione, dal 27 giugno sono attivi “venti uomini del servizio Antincendio boschivo della Protezione Civile della Regione, 7 veicoli dotati di pompe idrovore e 4 mezzi aerei” per contrastare gli incendi che si sono sviluppati a Pozzuoli, in provincia di Napoli, Carinola ed Arienzo, in provincia di Caserta.

Intanto dall’incaricato per il contrasto al fenomeno dei roghi di rifiuti nella regione Campania arrivano notizie negative. Dopo mesi di trend positivo fra l’autunno del 2021 e la primavera del 2022, e in linea con una tendenza ormai pluriennale (dall’autunno 2020) alla diminuzione del numero di roghi di rifiuti nelle provincie di Napoli e Caserta, il mese di giugno appena trascorso riporta purtroppo a livelli di guardia il numero di roghi di rifiuti nella cosiddetta Terra dei fuochi: dopo i dati confortanti di gennaio ’22 (64 roghi di rifiuti), febbraio ’22 (63 roghi), marzo ’22 (90 roghi), aprile ’22 (57 roghi), già a maggio di quest’anno si sono registrati 102 roghi e in questo giugno 130 eventi incendiari. Di questi, 116 in provincia di Napoli e 24 in quella di Caserta, cui però vanno aggiunti, menzionati quale elemento di novità, 3 roghi di rifiuti nel territorio pedemontano (Alife e Ailano), che non rientra nella perimetrazione della Terra dei fuochi.

“Vero è che il dato è comunque in calo rispetto ai mesi di giugno degli anni precedenti – si legge nella nota – Tuttavia, non va sottaciuto il tendenziale rialzo dei valori, che impone il mantenimento di un’alta soglia di attenzione soprattutto nella presente stagione estiva, caratterizzata quest’anno anche dalle temperature assai elevate. Come già registrato a maggio, ancor più aumentano (15 a giugno) i roghi nei territori dei comuni costieri (Mondragone, Castel Volturno, e Giugliano in Campania), confermando la stagionalità del fenomeno e la sua forte connessione con il numero dei dimoranti (il numero di roghi in aree urbane dove esistono carenze strutturali nel sistema di raccolta è direttamente proporzionale al numero dei residenti). Gli incendi presso i campi rom sono stati il 9% del totale, e appaiono anche essi in aumento. Anche nel mese appena trascorso si registra una relazione inversa, rispetto agli scorsi anni, fra il diminuire dei roghi e l’aumentare degli abbandoni: ciò perché l’azione di contrasto ai roghi da parte dell’apparato delle forze di polizia e del contingente militare Terra dei fuochi può essere efficace nella fase repressiva, ma non può rimuoverne le cause, che risiedono appunto in sversamenti e abbandoni sui quali può incidere soltanto un decisivo e complessivo miglioramento del ciclo dei rifiuti”.

Dallo scorso mese di maggio si è adottato un nuovo modello di controlli sul territorio “a sorpresa”, sempre concentrati sulle attività di trasporto abusivo e scarico di rifiuti, ovviamente senza trascurare le attività e le filiere produttive. Oltre agli ottimi risultati ottenuti nel controllo e nel sequestro di veicoli e nel controllo delle persone, si evidenzia ancora una volta il rilevantissimo incremento delle sanzioni, più che decuplicate da un anno all’altro, testimonianza di una attività di contrasto e prevenzione che si fa sempre più incisiva. Il totale delle sanzioni elevate nel solo mese di giugno è di 1.651.206 euro.

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