Canada, carenza di scorte a una settimana dalla legalizzazione della cannabis

Il paese nordamericano è il primo del G20 a legalizzare la cannabis ricreativa

Montreal (AWE/AFP) – A poco più di una settimana dalla legalizzazione dell’uso di cannabis a scopo ricreativo in Canada, i negozi del Québec si trovano nella situazione di dover chiudere per tre giorni la settimana, a causa di una carenza di scorte. “A causa di problemi di approvvigionamento, le nostre filiali saranno aperte solo da giovedì a domenica, secondo gli orari d’apertura previsti”, ha annunciato via Twitter la Société québécoise du cannabis (Sqdc), gestita dal governo. Confermando quindi che “le nostre filiali saranno quindi chiuse il lunedì, il martedì e il mercoledì, finché la disponibilità di prodotti non si sara stabilizzata”.

La stessa società prevede che la situazione persista “a diversi livelli” per i primi trimestri d’operatività. Già prima della legalizzazione, l’istituto indipendente d’anlisi economica C. D. Howe aveva anticipato le carenze. Stimando che i circa 120 produttori di cannabis autorizzati dal governo canadese avrebbero coperto solo tra il 30% e il 60% della domanda il primo anno.

Il paese nordamericano è il primo del G20 a legalizzare la cannabis ricreativa

Al via in Canada la cannabis libera a fini ricreativi. Dalla mezzanotte di mercoledì per gli over 18 è possibile acquistare, possedere o coltivare marijuana. In Quebec, dove i negozi della Société québécoise du cannabis (SQDC) hanno aperto i battenti alle 10, i primi clienti si sono messi in fila nel cuore della notte. Anche a Montreal, in pieno centro, c’era chi aspettava alle 3 di notte. L’uso della marijuana a fini terapeutici era già legale dal 2001. E la legalizzazione anche a scopo ricreativo, era fra le promesse fatte nel 2015 in campagna elettorale dal primo ministro Justin Trudeau. Una promessa diventata realtà tre anni dopo la sua elezione.

Il Canada è il primo Paese del G20 a legalizzare la cannabis. Il secondo al mondo dopo l’Uruguay dell’allora presidente José Mujica nel 2013. Negli Stati Uniti il consumo ricreativo di marijuana è stato legalizzato in otto Stati (la California è diventata il 1° gennaio il più grande mercato legale al mondo) e nella capitale Washington. La motivazione addotta da Trudeau per la legalizzazione è quella di scalzare i trafficanti e proteggere così i giovani. Il voto favorevole del Parlamento era giunto a giugno.

Poi è stata la volta del via libera reale, tramite l’assenso del governatore generale (cioè il rappresentante della regina Elisabetta II). Una formalità che ha spianato la strada all’entrata in vigore della misura. Il governo canadese ha voluto permettere alle 10 province e ai tre territori di organizzare autonomamente i termini del commercio dell’erba, che si ritiene valga circa 6 miliardi di dollari canadesi all’anno, pari a 4 miliardi di euro.

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