Chiusura dell’Ilva, possibile un tavolo con sindacati e azienda per raggiungere un accordo

I vertici governativi in ambito economico auspicano una soluzione positiva per i lavoratori

Stabilimento siderurgico dell'Ilva a Taranto
Foto Vincenzo Livieri - LaPresse

ROMA (Francesco Biondi) Tante le polemiche, gli incontri. L’ultimo, quello decisivo, con una decisione in calce decisa. Senza possibilità né volontà di tornare indietro. La decisione di chiudere l’Ilva è ormai definitiva. L’annuncio ufficiale è stato infatti dato quest’oggi dal Movimento Cinque Stelle dopo che il Governo aveva presentato alle parti sociali una proposta di accordo. La stessa si sarebbe sostanziata in un totale trasferimento dell’attività ad ‘Am Investco’, con la conseguente messa in sicurezza dei tanti posti di lavoro in ballo e il salvataggio degli oltre due miliardi di euro di investimenti privati per tecnologie e ambientalizzazione.

Possibile a breve una nuova consultazione per trovare una soluzione

Il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda e il vice ministro Teresa Bellanova hanno voluto chiarire ulteriormente la questione, specificando che adesso si dovrà soltanto guardare in avanti. Senza però disperare su una soluzione a sorpresa: “Speriamo – hanno dichiarato – che le sigle sindacali che auspicavano la chiusura dell’accordo con il nuovo Governo capiscano che questa strada è chiusa. Siamo disponibili a convocare immediatamente il tavolo di confronto e sederci sia con l’azienda che con i sindacati per ratificare l’accordo. Un accordo che se ottenuto consentirebbe di evitare la più grossa deindustrializzazione del Sud degli ultimi decenni”. L’incontro precedente tenutosi con i sindacati alla Camera di Commercio di Taranto avrebbe dovuto essere di semplice conoscenza, come dichiarato dal Governo qualche giorno fa.

Primo obiettivo, salvaguardare i posti di lavoro

Eppure, a margine di una trattativa mai nata, una decisione, quella dei pentastellati, netta, come testimoniato dal responsabile economico Lorenzo Fioramonti. L’Ilva chiuderà, dunque, e questa è l’unica certezza. Non esistono altre soluzioni. Adesso è soltanto arrivato il momento di trovare una soluzione per i dipendenti, i più penalizzati da un piano industriale che non è mai stato messo davvero in atto.

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