Conte: ‘Il blocco totale andrà avanti’

“Le misure restrittive - spiega il premier Giuseppe Conte - funzionano, e quando si raggiungerà il picco, e il contagio comincerà a decrescere, non si potrà tornare subito alla vita di prima"

Foto Filippo Attili / Palazzo Chigi / LaPresse in foto Giuseppe Conte

ROMA – Si va verso il picco dei contagi e una cosa appare certa: “Il blocco totale andrà avanti”. Lo ha sottolineato il premier Giuseppe Conte. Solo ieri si sono registrati altri 467 decessi di cui 319 in Lombardia. Numeri importanti che fanno penare a slittamenti dei tempi prefissati (3 aprile) per le misure restrittive. Anzi si va verso una nuova stretta visti i comportamenti irresponsabili di parte degli italiani che vanifica i tanti sforzi da parte del personale sanitario in prima linea e dei tanti connazionali che seguono alla lettera le direttive del governo.

Conte, si va avanti

“Le misure restrittive – spiega Giuseppe Conte al Corriere della Sera – funzionano, e quando si raggiungerà il picco, e il contagio comincerà a decrescere, non si potrà tornare subito alla vita di prima. Pertanto, i provvedimenti del governo, dalla chiusura di molte attività a quello sulla scuola, non potranno che essere prorogati. Conte invita tutti al buon senso, poi fa sapere che si lavora ad un decreto per lo sblocco di investimenti pubblici per decine di miliardi e a un intervento a tutela delle aziende strategiche italiane”.

Lamorgese, giorni difficili

La ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese lancia il monito affinchè “ciascuno diventi controllore di se stesso in questi giorni, anche per evitare eventuali ulteriori restrizioni. Sono giorni cruciali, e tutti si devono impegnare perché l’emergenza possa essere superata. Quindi, utilizzare consapevolmente quegli spazi di movimento che ora sono consentiti, ed evitare stili di vita superficiali e disinvolti: uscire di casa soltanto se strettamente necessario”.

Lombardia al collasso

Si va verso gli ospedali da campo per far fronte alla carenza di posti letto e terapie intensive. A Bergamo la situazione è a dir poco drammatica con scene da lazzaretto: trasportate da camion dell’esercito 60 bare dal cimitero cittadino, oramai saturo, verso i forni crematori di altre regioni. E’ addirittura a rischio l’avvio dell’ospedale da campo allestito dagli Alpini pe carenza oggettiva di personale medico e sanitario. E dalla Cina in arrivo 75 infermieri e 30 medici.

Il Pirellone: “State a casa”

Ieri sul grattacielo Pirelli di Milano, sede del Consiglio regionale della Lombardia, è apparsa una enorme scritta luminosa che invogliava la popolazione a “stare e casa”. Attilio Fontana su Facebook: “un messaggio che ogni cittadino oggi dovrebbe rivolgere a tutti”.

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