De Ceglie torna in campo e porta l’Aosta in Promozione

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Cronache sport calcio
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Paolo De Ceglie, a 39 anni e a cinque dal suo ritiro, è tornato in campo con la maglia del CGC Aosta, la squadra di proprietà del padre Giulio. L’ex terzino della Juventus ha mantenuto la promessa, contribuendo con gol decisivi a portare il club valdostano alla sua prima, storica promozione nel campionato di Promozione.

Il richiamo del campo si è unito a un progetto familiare e sportivo unico. Il CGC Aosta ha costruito il suo percorso partendo dal settore giovanile e puntando sui valori umani, una filosofia che ha portato la squadra dalla Terza Categoria fino al nuovo traguardo. La società ha scelto di valorizzare i talenti cresciuti internamente, evitando di acquistare giocatori di categoria per vincere. Almeno l’80% della rosa ha infatti seguito un percorso formativo interno al club.

L’ex bianconero ha raccontato come il suo coinvolgimento sia cresciuto progressivamente. Inizialmente, l’idea era quella di supportare il padre negli allenamenti e nell’organizzazione, per poi giocare un’unica partita simbolica. Tuttavia, la passione e le necessità della squadra lo hanno spinto a tesserarsi e a dare un contributo determinante per tutta la stagione. Ha definito l’esperienza “formativa”, che gli ha permesso di riscoprire un calcio senza riflettori e di essere un esempio per i compagni più giovani.

Questa esperienza gli ha ricordato la sua prima stagione alla Juventus, in Serie B. Ha sottolineato come la scelta di campioni del mondo come Buffon e Del Piero di rimanere in quella categoria sia stata un esempio fondamentale per la sua carriera, una ripartenza basata su valori umani simili a quelli del mondo dilettantistico. Ha poi ricordato il primo scudetto con Antonio Conte, nato dall’alchimia tra dirigenza, staff e giocatori motivati, sotto la visione di Andrea Agnelli.

De Ceglie ha anche parlato di ex compagni come Paul Pogba, il cui immenso potenziale fu chiaro da subito, e Carlos Tevez, un leader impeccabile dentro e fuori dal campo. Ripercorrendo la sua carriera, ha confessato il suo unico grande rammarico: non aver mai potuto indossare la maglia della Nazionale maggiore. A causa di alcuni infortuni, ha infatti dovuto saltare due convocazioni decisive nel percorso di qualificazione all’Europeo del 2012.

Per quanto riguarda il futuro, l’ex giocatore non ha ancora deciso se continuerà a giocare nella prossima stagione. L’unica certezza è che proseguirà il suo impegno nel supportare la società del padre, un progetto che mette al centro i ragazzi del territorio e un calcio basato sul senso di appartenenza.

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