Edimburgo: tecnologia per riciclare oro dai rifiuti

48
Riciclo metalli
Riciclo metalli

L’Università di Edimburgo ha sviluppato una tecnologia innovativa per trasformare i rifiuti elettronici in una risorsa strategica. Il nuovo processo permette di recuperare oro e rame in modo sostenibile, superando i limiti ambientali ed energetici dei metodi di riciclo tradizionali.

I rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche rappresentano una delle categorie di scarti in più rapida crescita a livello globale. Le proiezioni indicano che il loro volume potrebbe arrivare a 93,5 milioni di tonnellate entro il 2030, ma attualmente solo il 20% viene riciclato con procedure sostenibili.

Dietro questa montagna di scarti si nasconde un’enorme opportunità economica. Dispositivi come computer e smartphone contengono metalli preziosi: una tonnellata di rifiuti elettronici può contenere oro per un valore di oltre 46mila dollari e rame per circa 2mila dollari.

Tuttavia, le tecniche di recupero più diffuse presentano notevoli criticità ambientali. I processi convenzionali si basano su forni che operano a più di 1.200°C oppure su procedure di lisciviazione chimica aggressiva, soluzioni che richiedono molta energia e possono generare inquinamento.

In questo scenario si inserisce il progetto dell’ateneo scozzese, che ha concesso in licenza la sua tecnologia alla società di lavorazione mineraria Lithium Universe. La soluzione, chiamata Gold Copper Diamide Extraction (GCDE), è stata ideata dai professori Jason Love e Carole Morrison della School of Chemistry.

Il sistema GCDE si basa su una chimica pulita. Utilizza composti organici specifici che agiscono come “magneti molecolari” per individuare e separare in modo selettivo i metalli, operando a basse temperature e con reagenti riutilizzabili.

Questo metodo idrometallurgico evita l’impiego di sostanze tossiche e pericolose come il cianuro o il mercurio, spesso usate nelle estrazioni tradizionali. “I rifiuti elettronici sono un minerale urbano ad alta concentrazione”, ha spiegato il professor Jason Love. “Il nostro obiettivo era progettare una soluzione chimica per recuperare questi metalli in modo selettivo e sicuro”.

Il processo si svolge in due fasi. Prima una diamide cattura l’oro, poi un successivo passaggio selettivo permette di recuperare il rame, ottenendo entrambi i metalli con elevati livelli di purezza e un impatto ambientale minimo.

Grazie a una licenza esclusiva mondiale, Lithium Universe integrerà il processo GCDE nella sua Divisione Riciclo Metalli Preziosi. Questa mossa strategica si affiancherà alle tecnologie già operative per il recupero dell’argento dai pannelli solari a fine vita.

“Questa innovazione rafforza la nostra espansione verso tecnologie ad alto valore aggiunto”, ha dichiarato Iggy Tan, presidente esecutivo di Lithium Universe. “Integrando il recupero selettivo con processi sostenibili, consolidiamo la nostra posizione nelle soluzioni di economia circolare”.

L’accordo è un esempio virtuoso di collaborazione tra ricerca e industria. “Questa partnership dimostra come la ricerca chimica di base possa offrire soluzioni concrete alle sfide globali della sostenibilità”, ha commentato la dottoressa Susan Bodie di Edinburgh Innovations, che ha curato la commercializzazione del progetto.

La trasformazione di un problema ambientale in una risorsa economica e strategica passa proprio attraverso l’applicazione industriale di scoperte scientifiche, aprendo la strada a un futuro più sostenibile per la gestione dei rifiuti tecnologici.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome