Il cortometraggio “Diario selvatico” ha ottenuto un importante doppio riconoscimento, aggiudicandosi due premi speciali della giuria: il prestigioso Premio Institut Français e il Premio Lago Film Festival. L’opera è il frutto del talento delle giovani videomaker Angelica Brachetti e Paola Cainiello, che hanno saputo tradurre in immagini un tema di grande rilevanza ambientale.
Il film è stato realizzato nell’ambito di un laboratorio residenziale di cinema del reale, un’iniziativa formativa promossa dal Pianeta Mare Film Festival. Questo progetto ha offerto a giovani talenti l’opportunità unica di immergersi in un contesto di eccezionale valore naturalistico e scientifico per affinare le proprie capacità narrative e tecniche.
La location scelta è stata la Tenuta Presidenziale di Castelporziano, un’oasi di biodiversità di quasi 6.000 ettari alle porte di Roma. Il cortometraggio non si limita a mostrare la bellezza del paesaggio, ma svela il “dietro le quinte” di un’attività cruciale per la sua conservazione: il monitoraggio della fauna selvatica. Un racconto che intreccia immagini suggestive e rigore scientifico.
Questo lavoro di sorveglianza e raccolta dati è condotto dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), che fornisce il supporto scientifico essenziale per la gestione dell’ecosistema della Tenuta. L’obiettivo primario è mantenere un equilibrio dinamico tra le diverse specie animali e l’ambiente che le ospita, proteggendo un patrimonio unico.
Le attività di monitoraggio, come documentato nel film, sono complesse e metodiche. Comprendono censimenti periodici, analisi dello stato di salute delle popolazioni e lo studio delle loro abitudini e dei loro spostamenti sul territorio. Particolare attenzione è rivolta agli ungulati, come cinghiali, daini e caprioli, la cui densità deve essere attentamente gestita per evitare danni all’habitat forestale e garantire la convivenza sostenibile tra tutte le specie.
La gestione scientifica della fauna è fondamentale in un’area protetta come Castelporziano. I dati raccolti dall’ISPRA permettono di prendere decisioni informate, come interventi di controllo mirati o misure per migliorare l’habitat, assicurando che la riserva continui a essere un santuario per la biodiversità e un laboratorio a cielo aperto per la ricerca.
“Diario selvatico” ha avuto il grande merito di tradurre questo complesso lavoro scientifico in un linguaggio accessibile ed emozionante. Ha mostrato la dedizione e la professionalità dei ricercatori, spesso impegnati in operazioni delicate e poco conosciute dal grande pubblico, contribuendo a una maggiore consapevolezza sull’importanza della tutela ambientale.
Il successo del cortometraggio rappresenta quindi una doppia vittoria: per le giovani autrici, che hanno visto premiato il loro impegno, e per la comunicazione scientifica, che attraverso il cinema ha saputo valorizzare il patrimonio naturale italiano e il lavoro silenzioso di chi se ne prende cura ogni giorno.













