Piccola pesca: un pilastro per l’economia italiana

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Pesca artigianale
Pesca artigianale

La pesca artigianale non è un hobby, ma un settore economico vitale. Un dato del Ministero dell’Agricoltura ha confermato che questa attività genera il 23% dell’intero pescato nel Mar Mediterraneo, un contributo decisivo per l’economia e l’ambiente della regione.

A livello globale, il suo impatto è ancora più vasto. Un recente studio apparso su “Nature” ha stimato che la piccola pesca fornisce il 40% delle catture mondiali, garantendo l’alimentazione a 2,3 miliardi di persone con nutrienti essenziali come omega-3, ferro e zinco. L’Asia guida per volume di pescato e numero di addetti, mentre in Africa rappresenta il principale pilastro per la sicurezza alimentare.

In Italia, Sardegna e Sicilia sono gli esempi più significativi. In Sardegna, quasi il 90% della flotta (circa 1.180 barche) è artigianale, con un valore medio degli sbarchi di 23.000 euro per addetto. Le marinerie più importanti si trovano a Cagliari, Oristano, Alghero e Sant’Antioco. In Sicilia, il comparto ha generato un valore di 150 milioni di euro, con oltre 20.000 tonnellate di prodotto.

Proteggere questo patrimonio è diventato fondamentale. Le strategie per il futuro si basano su alcuni punti chiave. Prima di tutto, si dovranno riservare le aree costiere ai piccoli pescatori, limitando l’accesso delle grandi flotte industriali, e gestire le risorse con strumenti come fermo biologico e quote di cattura per evitare il sovrasfruttamento.

In secondo luogo, sarà cruciale valorizzare il pescato locale tramite etichette di origine, mercati diretti e cooperative, assicurando un prezzo equo che non costringa ad aumentare lo sforzo di pesca. Parallelamente, andrà intensificata la lotta alla pesca illegale, che danneggia chi opera nel rispetto delle regole.

Infine, per garantire un futuro al settore, si dovrà promuovere il ricambio generazionale con incentivi e formazione per i giovani. Sarà importante anche l’adozione di attrezzi selettivi per ridurre le catture accidentali e l’integrazione con il turismo, ad esempio tramite il pescaturismo. Coinvolgere i pescatori nelle decisioni chiuderà il cerchio, rendendo le norme più efficaci.

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