Fiorentina, ipotesi licenziamento per Fabio Grosso

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Cronache sport calcio
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Il rapporto tra Fabio Grosso e la Fiorentina si è concluso con un esonero, ma la vicenda potrebbe avere strascichi legali. L’ufficio legale del club sta infatti valutando se esistano gli estremi per procedere con un’azione disciplinare, primo passo verso un possibile licenziamento per giusta causa che eviterebbe alla società di pagare lo stipendio al tecnico fino a fine contratto.

Alla base della rottura ci sarebbero forti contrasti emersi negli ultimi giorni. Secondo la ricostruzione del club, l’allenatore avrebbe minacciato di non presentarsi agli allenamenti e avrebbe chiesto esplicitamente al direttore sportivo di essere esonerato. Questa situazione avrebbe di fatto costretto la società alla separazione, chiamando Paolo Vanoli per la panchina e trovandosi così con due allenatori a libro paga.

L’avvocato Angelo Cascella, esperto di diritto sportivo, ha spiegato l’iter legale. “L’allenatore è un lavoratore subordinato e il club è tenuto a corrispondergli lo stipendio anche dopo l’esonero”, ha chiarito. “Per il licenziamento, invece, il primo passo è la contestazione formale degli addebiti disciplinari. Il tecnico può rispondere con una memoria difensiva e, se questa non viene ritenuta soddisfacente, il club può procedere al licenziamento, che l’allenatore può a sua volta impugnare davanti al Giudice del Lavoro”.

Per arrivare a una sanzione così grave, le inadempienze devono essere significative. “L’allenatore può essere licenziato per gravi violazioni contrattuali, per comportamenti che danneggiano l’immagine della società o per atti violenti”, ha aggiunto Cascella. Un precedente recente ha riguardato Massimiliano Allegri, licenziato dalla Juventus dopo la finale di Coppa Italia per comportamenti aggressivi e offensivi. Anche la stessa Fiorentina, nel 2012, licenziò Delio Rossi dopo un’aggressione fisica a un suo giocatore.

L’onere della prova spetta interamente alla società, che deve fornire prove concrete e inconfutabili di una grave violazione. Spesso, per evitare lunghi procedimenti legali dall’esito incerto, le parti raggiungono una transazione, ovvero un accordo economico per risolvere la controversia.

Non ogni divergenza, infatti, giustifica una misura così drastica. Un disaccordo sulla campagna acquisti o un confronto acceso con la dirigenza possono rientrare nella normale dialettica professionale. Il confine viene superato quando ci si rifiuta di svolgere la propria funzione o si scredita pubblicamente il club.

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