Giù la maschera, il Pd è ‘rosso’, tra i moderati dem cala il gelo

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NAPOLI – Un abbraccio che vale più di mille parole. Anzi, due abbracci. Elly Schlein scende in piazza con la Cgil e saluta calorosamente prima il leader del sindacato, Maurizio Landini, poi il numero uno del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte. Nella piazza rossa chiamata a sfilare contro le inefficienze della sanità in tutta Italia (e la Campania di Vincenzo De Luca, come è noto, in fatto di disagi in questo comparto è la locomotiva del Belpaese), la segretaria del Pd getta la maschera e dichiara la svolta a sinistra definitiva dell’ex partito a vocazione maggioritaria. Il Pd non ha più la forza di portare in piazza migliaia e migliaia di persone, così la leader è costretta a salire sul palco degli degli altri per mostrare le proprie scelte.

La virata a Sinistra

“Siamo felici di partecipare a questa piazza indetta dalla Cgil e da un centinaio di associazioni a difesa della sanità pubblica universalistica. Una battaglia che ci sta molto a cuore su cui anche il Pd si sta mobilitando perché mancano le risorse, il governo sta scegliendo i tagliare i servizi alle persone. Le liste di attesa sono troppo lunghe, manca il personale, mancano medici di base, non vediamo l’attenzione che serve sulla cura delle persone. Accanto a esito anche una piazza che insiste sulla sicurezza dei luoghi di lavoro”, ha detto. Prima di lanciare un ‘No pasaran’ sui diritti civili nella piazza del Pride di Milano, giusto per ribadire il concetto.

Gelo con la minoranza dem

In piazza anche la minoranza dem, con Piero De Luca che ha annunciato la partecipazione e poi, però, si è ben guardato dal pubblicizzarla con foto sui social, come fa per ogni evento a cui partecipa. E’ gelo con Schlein. E non potrebbe essere altrimenti visto che il padre, il governatore Vincenzo De Luca ormai nemmeno pronuncia il nome della segretaria. La svolta a sinistra del Pd, che ormai segue idee e umori dei grillini, è una scelta di minoranza, da minoranza. Infatti a Roma ieri la sinistra ha scelto due piazze diverse. Perché da una parte c’era la Cgil, dall’altra la manifestazione dell’Usb, alla quale ha aderito anche l’ex sindaco di Napoli, Luigi De Magistris.

I moderati si smarcano

L’abbraccio Schlein-Landini-Conte, con sullo sfondo nostalgie da vecchio Pc, costringe di fatto i moderati a prendere le distanze. E c’è già chi è pronto ad approfittarne. “Noi siamo – ha spiegato l’attuale numero uno di Forza Italia, Antonio Tajani – il centro del centrodestra e siamo sempre più punto di riferimento per ex elettori del Pd che non si riconoscono nella svolta a sinistra della nuova leadership di Elly Schlein”. E con il centrodestra che, alla fine, offrirà il terzo mandato ai governatori, è chiaro che per il futuro è aperto ogni tipo di scenario. Compresa una rivolta interna a un Pd nel quale oggi può riconoscersi solo una parte degli esponenti che hanno contribuito a fondarlo.
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