Governo, Napoli(Fi): “Reddito di cittadinanza e quota 100? Lettura sbagliata”

"La maggior parte dei lavoratori che hanno aderito alla possibilità di una pensione con “quota 100” sono al Sud e soprattutto al Centro, così come l’esercito di 5 milioni di poveri immaginato dal vice presidente Di Maio, si è presentato ai Caf e alle Poste per il reddito di cittadinanza ma il suo numero non supera le 700 mila persone.

Foto Federico Bernini/LaPresse

ROMA – “La maggior parte dei lavoratori che hanno aderito alla possibilità di una pensione con “quota 100” sono al Sud e soprattutto al Centro. Così come l’esercito di 5 milioni di poveri immaginato dal vice presidente Di Maio, si è presentato ai Caf e alle Poste per il reddito di cittadinanza ma il suo numero non supera le 700 mila persone. E non perché gli italiani siano diventati improvvisamente ricchi nell’ultimo anno, ma per la semplice ragione che rifiutano la carità di Stato a favore di un lavoro dignitoso. Lavoro che non è quello fantasticato con il dannoso decreto dignità”. Così Osvaldo Napoli, del direttivo di Forza Italia alla Camera. “Allo stesso modo, la possibilità di andare in pensione pagando però il costo di una penalizzazione della rendita previdenziale che peserà per il resto della vita, non ha richiamato folle oceaniche agli sportelli dell’Inps rimasti. Soprattutto al Nord, quasi deserti”.

L’errore

“Si tratta con tutta evidenza, e in misura diversa, di due insuccessi dovuti a una lettura sbagliata e superficiale delle esigenze reali degli italiani. Il capitolo degli investimenti pubblici e degli incentivi per favorire quelli privati non è mai stato scritto dal governo giallo-verde. Perché sono misure come queste, insieme a un taglio vigoroso del cuneo fiscale dal lato dei lavoratori, le uniche in grado di acciuffare il treno della crescita. Forza Italia rimane in attesa, con un forte scetticismo, di conoscere i provvedimenti del governo per la crescita. Nella speranza che non siano i soliti decreti bandiera per la campagna elettorale”.

LaPresse

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