Lavoro, la strage continua: in 10 mesi 945 morti. Aumentano gli incidenti

La maggior parte delle denunce di infortunio sono avvenute nel Nord-Ovest, nel Nord-Est e al Sud, con un calo al Centro e nelle Isole

ROMA (LaPresse) – Di lavoro si continua a morire. Lo dice l’Inail secondo cui i casi di infortunio denunciati nei primi dieci mesi dell’anno sono stati 534.605, in aumento dello 0,2% rispetto allo stesso periodo del 2017. Ma il dato più eclatante sono i decessi: si sono registrate 945 morti, un + 9,4 per cento in più rispetto allo scorso anno.

Aumentano gli incidenti mortali sul lavoro

L’aumento dei casi mortali, spiega l’Inail, è dovuto soprattutto all’elevato numero di decessi avvenuti lo scorso mese di agosto rispetto all’agosto 2017, alcuni dei quali causati dai cosiddetti incidenti ‘plurimi’, ovvero quelli che causano la morte di due o più lavoratori. Tra gli eventi di quest’anno con il bilancio più tragico si ricordano, in particolare, il crollo del ponte Morandi a Genova, con 15 denunce di casi mortali, e gli incidenti stradali avvenuti a Lesina e a Foggia, in cui hanno perso la vita 16 braccianti.

Nel periodo gennaio-ottobre 2018 il numero degli infortuni sul lavoro denunciati è aumentato dello 0,3% nella gestione Industria e servizi (dai 421.388 del 2017 ai 422.628 casi del 2018) e dello 0,2% nel Conto Stato (da 83.706 a 83.909). In Agricoltura si registra invece un calo dell’1,7% (da 28.558 a 28.068).

Le denunce di infortunio

La maggior parte delle denunce di infortunio sono avvenute nel Nord-Ovest (+0,7%), nel Nord-Est (+1,3%) e al Sud (+0,2%) e un calo al Centro (-1,5%) e nelle Isole (-2,3%). Tra le regioni con i maggiori incrementi percentuali si segnalano la Provincia autonoma di Bolzano (+5,5%), il Friuli Venezia Giulia (+4,3%) e il Molise (+3,9%), mentre i decrementi maggiori sono quelli rilevati nella Provincia autonoma di Trento (-8,8%), in Valle d’Aosta e in Abruzzo (-3,8% per entrambi).

L’incremento rilevato nel confronto tra i primi 10 mesi del 2017 e del 2018 è legato esclusivamente alla componente maschile, che registra un +0,7% (da 343.302 a 345.631) rispetto al -0,7% di quella femminile (da 190.350 a 188.974). L’aumento ha interessato soprattutto i lavoratori extracomunitari (+8,6%) e in misura minore quelli comunitari (+0,5%), mentre le denunce di infortunio dei lavoratori italiani sono in calo dell’1,0%.

82 i decessi femminili

L’aumento rilevato nel confronto tra i primi 10 mesi del 2017 e del 2018 è legato esclusivamente alla componente maschile, i cui casi mortali denunciati sono stati 81 in più (da 782 a 863), mentre quella femminile ha registrato 82 decessi in entrambi i periodi.

Dall’analisi per classi di età emerge come quasi una morte su due abbia coinvolto lavoratori di età compresa tra i 50 e i 64 anni, con un incremento tra i due periodi di 75 casi (da 366 a 441). In aumento anche le denunce che hanno riguardato gli under 34 (da 147 a 171) e gli over 65 (da 65 a 71 casi). Sono diminuite, invece, le morti dei lavoratori tra i 35 e i 49 anni (da 286 a 262).

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