Sarri, Nicolussi e Pistoiese: il calcio ama Guccini

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Cronache sport calcio
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A Francesco Guccini il calcio ha sempre interessato poco, ma al mondo del pallone il cantautore modenese è sempre importato molto. Un rapporto quasi a senso unico, che ha visto protagonisti allenatori, calciatori e intere squadre, affascinati dalle sue parole e dalla sua poetica.

Uno dei più grandi estimatori del “Maestro” è stato l’allenatore Maurizio Sarri. Cresciuto con i suoi brani, il tecnico non ha mai nascosto la profonda ammirazione per l’artista. Poco dopo la sua firma con la Juventus, squadra per cui lo stesso Guccini ha sempre avuto una tiepida simpatia, Sarri ha organizzato un incontro con il suo idolo di gioventù. La cena è stata resa possibile dal giornalista Marino Bartoletti, che ha riunito i due tra vino, aneddoti e canzoni. “Sarri non voleva più andare via”, ha poi rivelato Bartoletti, raccontando i dettagli di una serata speciale.

Durante l’incontro, Guccini ha mostrato curiosità per Cristiano Ronaldo, all’epoca giocatore di Sarri, mentre il tecnico chiedeva al cantautore dettagli sulla genesi delle sue opere. Alla domanda se nascesse prima il testo o la musica, Guccini ha risposto: “Quella che nasce è sempre un’idea, caro Maurizio”.

L’influenza del cantautore ha raggiunto anche le generazioni più recenti di calciatori. Il centrocampista Hans Nicolussi Caviglia ha confessato in più interviste di essere un suo grande fan. “Lo ascoltavo da piccolino in macchina con papà e me ne sono innamorato”, ha spiegato, elencando tra le sue canzoni preferite “Cyrano”, “Farewell” e “La locomotiva”. Di Guccini ha sempre apprezzato la capacità di scrivere testi validi allora come oggi.

Un altro omaggio è arrivato da Paolo Faragò. Quando nel 2021 si è trasferito dal Cagliari al Bologna, ha scelto la maglia numero 43, un riferimento diretto al civico della celebre “Via Paolo Fabbri”. “Negli ultimi due anni ho ascoltato praticamente solo la sua musica”, ha dichiarato il terzino per motivare una scelta nata da una passione profonda.

La curiosità di Guccini per il calcio si è accesa soprattutto per le storie di provincia, che sembravano uscite da una delle sue canzoni. È stato il caso della Pistoiese nella stagione 1980-81, quella della sua unica e storica partecipazione alla Serie A. Una squadra operaia, romantica e capace di sognare in grande.

Di quella formazione, Guccini è rimasto affascinato in particolare dalla vicenda di Luis Silvio Danuello. Il centrocampista brasiliano era arrivato in Italia circondato da enormi aspettative, ma è stato vittima di un’incredibile incomprensione tattica e linguistica. Impiegato per errore come punta centrale, ha chiuso la sua avventura nel campionato italiano con sole sei presenze e zero reti, un’esperienza surreale che si è conclusa dietro al bancone di un bar di Pistoia, dove si è ritrovato a servire i clienti prima di fare ritorno in patria.

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