Lo spread sfonda quota 300. Il segno dell’incertezza e il cambiamento traumatico che l’Europa non accetta

L'indice Ftse Mib segna un calo dell'1,67% (a un'ora dall'apertura delle contrattazioni). Chi va male sono le banche

Foto LaPresse / Filippo Attili

MILANO – Una nuova giornata da bollino rosso sul fronte finanziario è quella che si è aperta questa mattina. Lo spread risale vertiginosamente. Dai 285 punti della chiusura di venerdì sera, questa mattina ha sfondato quota 300 toccando i 301 punti al’apertura della Borsa di Milano. Poi, il differenziale tra Btp e Bund si è assestato sulla soglia dei 292 punti. E’ il segno dell’incertezza, della crisi intesa nel suo senso letterario di cambiamento traumatico e non in quello ‘generale’ di negatività.

Ftse Mib in calo, ma vendite ‘regolari’ a Piazza Affari senza il pronosticato crollo verticale

Dopo le aspre polemiche del fine settimana che hanno visto protagonisti i vertici del governo, qualcuno aveva temuto un crollo verticale a Piazza Affari. Allarmismo ingiustificato. Le vendite sono proseguite, ma a ritmo regolare. L’indice Ftse Mib segna un calo dell’1,67% (a un’ora dall’apertura delle contrattazioni). Chi va male sono le banche. Tutte col segno negativo per almeno tre punti percentuali, fatta eccezione per Fineco (1,6%) e Generali (2,18%). Giornata dura anche per le principali assicurazioni italiane.

Da Orban a Salvini-Di Maio, il cambiamento traumatico che l’Europa finge di non vedere (perché gli fa paura)

Si diceva della crisi. O meglio, del cambiamento. Quello a cui quest’Europa non sembra essere pronta. O forse non vuole esserlo. Eppure, negli ultimi anni, i sintomi dell’evoluzione ci sono stati tutti. L’affermazione di Viktor Orban come primo ministro ungherese e di Marine Le Pen, le cui quotazioni salgono sempre di più in Francia. La ‘clamorosa’ vittoria di Donald Trump, da quasi due anni presidente degli Stati Uniti d’America.

Poche settimane dopo, l’Europa sarebbe stata ‘sconvolta’ dalla Brexit. A proposito, oggi il premier Giuseppe Conte incontra a Palazzo Chigi il capo negoziatore Ue per la Brexit, Michel Barnier. Ultimo caso, in ordine temporale, è proprio il governo penta-leghista che sembra davvero non piacere a nessuno tra quelli che hanno ‘consumato’ le poltrone europee. La verità, però, è che è un vento globale quello del cambiamento, che nasconde il malessere della gente per le condizioni che certe scelte (e non scelte) hanno creato. In Brasile, stanotte, il candidato di estrema destra Jair Bolsonaro ha ottenuto il 48% al primo turno delle elezioni presidenziali. Più chiaro di così…

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome