Fiducia tradita a Catania: badante deruba l’anziana che accudiva e la figlia. Recuperato un tesoro in gioielli.

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Operazione della polizia
Operazione della polizia

CATANIA – Si fingeva un’assistente devota e premurosa, ma dietro il volto rassicurante nascondeva l’animo di una ladra seriale. Un’insospettabile donna italiana di 46 anni, incensurata, è stata fermata e denunciata dagli agenti della Polizia di Stato con la pesante accusa di furto aggravato. Per anni, avrebbe sistematicamente depredato l’anziana che le era stata affidata, tradendo nel modo più crudele la fiducia riposta in lei da un’intera famiglia.

L’epilogo di questa amara vicenda, che getta un’ombra inquietante sul delicato rapporto tra assistiti e assistenti domiciliari, è arrivato al termine di una meticolosa indagine condotta dai poliziotti del Commissariato di Borgo Ognina. Tutto ha avuto inizio qualche settimana fa, quando i figli dell’anziana vittima, allarmati e insospettiti, si sono presentati in commissariato per sporgere denuncia. Da tempo, infatti, avevano notato la progressiva e inspiegabile sparizione di numerosi oggetti di valore dall’abitazione della madre: ricordi di una vita, gioielli di famiglia e preziosi che sembravano svanire nel nulla.

Gli investigatori hanno immediatamente avviato le indagini, concentrando la loro attenzione sulla cerchia ristretta di persone che avevano accesso all’appartamento. I sospetti si sono ben presto addensati sulla figura della badante, colei che, per definizione, avrebbe dovuto proteggere e custodire l’anziana e i suoi beni. Raccogliendo indizi e testimonianze, gli agenti hanno ricostruito un quadro sconcertante. La donna, approfittando dei momenti in cui era sola in casa o della vulnerabilità della sua assistita, era riuscita a impossessarsi di un ingente bottino. Monili in oro e argento, brillanti, orologi di pregio: un tesoro accumulato nel tempo, il cui valore è stato stimato in diverse migliaia di euro.

Ma l’audacia criminale della 46enne non si è fermata qui. In un’escalation di spregiudicatezza, la badante era riuscita a sottrarre anche le chiavi di casa della figlia dell’anziana. Con quelle chiavi in mano, si era poi introdotta furtivamente nell’abitazione della seconda vittima, mettendo a segno un altro colpo. Anche in questo caso, l’obiettivo era chiaro: fare razzia di gioielli, preziosi in oro e orologi di marca, arraffando tutto ciò che le capitava a tiro.

Una volta raccolte prove sufficienti a incastrarla, gli agenti hanno fatto scattare il blitz. Durante la perquisizione eseguita nell’abitazione della donna, è arrivata la conferma definitiva. Nascosta con cura all’interno di un comò nella sua stanza da letto, è stata ritrovata gran parte della refurtiva. L’intero bottino, meticolosamente recuperato e inventariato dagli uomini del Commissariato Borgo Ognina, è stato posto sotto sequestro per essere poi riconsegnato ai legittimi proprietari, che potranno così rientrare in possesso dei loro beni e dei loro ricordi. Per la badante infedele è scattata la denuncia a piede libero per furto aggravato e continuato. Un’accusa che dovrà affrontare in tribunale, portando con sé il peso di un tradimento che va ben oltre il valore materiale degli oggetti rubati, lasciando una profonda ferita nella famiglia che le aveva aperto le porte di casa.

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