Milano: animalisti in piazza per la tutela animale

106
Diritti animali
Diritti animali

Sabato 9 maggio le vie del centro di Milano saranno il palcoscenico di una grande mobilitazione per la difesa degli animali. L’appuntamento, fissato alle 15:00 con partenza da Piazza San Babila, è promosso da un ampio fronte di associazioni, tra cui LEIDAA, ENPA, OIPA, LNDC e Gaia. Oltre cinquanta sigle animaliste e ambientaliste sfileranno per chiedere un’azione concreta da parte delle istituzioni.

Il fulcro della protesta è la richiesta di una rigorosa applicazione della Legge Brambilla (Legge 6 giugno 2025, n. 82). Questa normativa ha segnato una svolta, riconoscendo agli animali lo status di ‘esseri senzienti’ e inasprendo le pene per maltrattamenti e abbandono. Le associazioni denunciano però il rischio che questa vittoria legislativa rimanga solo sulla carta, priva di un’applicazione costante da parte delle autorità competenti.

La preoccupazione è aggravata da manovre politiche che sembrano andare in direzione opposta. Mentre il Paese affronta sfide complesse, una parte del governo promuove iniziative a favore dell’attività venatoria, come il Disegno di Legge 1552. Secondo gli organizzatori, tale proposta mira a indebolire le tutele per la fauna selvatica, mettendo a rischio specie protette e l’equilibrio degli ecosistemi. Una mossa in palese contraddizione con la crescente sensibilità dei cittadini.

I timori si fondano su tragici fatti di cronaca. Nelle ultime settimane, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise ben 18 lupi sono stati trovati morti per avvelenamento, un danno incalcolabile per la biodiversità. A questi si aggiungono tre esemplari senza vita rinvenuti in Trentino, episodi che evidenziano una recrudescenza del bracconaggio e di pratiche illegali. Eventi sintomo di un’emergenza non più ignorabile.

‘Ci saremo e speriamo di vedere numerosissimi anche tanti amici degli animali’, ha fatto sapere l’Enpa di Monza. L’appello alla partecipazione è forte. La presenza di un fronte così compatto vuole essere un segnale inequivocabile al governo e al parlamento: la tutela del patrimonio faunistico non è un tema secondario, ma una priorità civile e ambientale che richiede coerenza e responsabilità.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome