Allevamenti intensivi: allarme smog in Pianura Padana

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Allevamenti intensivi
Allevamenti intensivi

Un nuovo report, intitolato “Padania avvelenata” e realizzato in collaborazione con l’Università di Siena, ha svelato la portata dell’inquinamento generato dagli allevamenti intensivi nella Pianura Padana. L’enorme concentrazione di suini, bovini e pollame nella regione è responsabile di massicce emissioni di ammoniaca e gas serra, con impatti critici su clima, qualità dell’aria, acqua e suolo.

L’analisi ha evidenziato che le province di Brescia, Cremona e Mantova sono le più inquinanti. La sola provincia bresciana contribuisce per quasi il 15% delle emissioni di ammoniaca e gas serra dell’intera area. A livello comunale, i picchi si registrano a Fossano (Cuneo) e Reggio Emilia.

Complessivamente, il settore zootecnico padano emette 162,7 mila tonnellate di ammoniaca e oltre 12,7 milioni di tonnellate di gas serra l’anno, con rischi diretti per la salute e l’ecosistema.

Il legame con la salute è diretto: l’ammoniaca dalle deiezioni animali è il secondo precursore del particolato fine PM2.5. L’Agenzia Europea dell’Ambiente ha attribuito al PM2.5 ben 43.083 morti premature in Italia nel 2023, il dato più alto d’Europa.

A ciò si aggiunge l’impatto climatico del metano, un gas serra generato dai processi digestivi degli animali, che risulta fino a 80 volte più potente della CO₂ nei primi 20 anni. L’inquinamento, inoltre, raggiunge le città: centri come Milano presentano livelli di ammoniaca fino a quattro volte superiori a quelli di altre metropoli europee.

In queste regioni del nord Italia si concentra il 60% dei bovini e oltre l’80% dei suini nazionali. Proprio i bovini sono la fonte principale, responsabili del 65% dell’ammoniaca e dell’84% dei gas serra zootecnici. La conformazione geografica della pianura, che intrappola gli inquinanti, peggiora ulteriormente la situazione.

In risposta a questa emergenza, è stata depositata alla Camera dei Deputati una proposta di legge per fermare l’espansione del modello intensivo. Il testo mira a promuovere una conversione del settore verso pratiche agroecologiche su piccola scala, per tutelare l’ambiente e la salute pubblica.

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