Calabria: 50.000 nuovi alberi per il Parco della Sila

94
Alberi nativi
Alberi nativi

Un nuovo polmone verde nascerà nel cuore della Calabria. È stato approvato il progetto definitivo per la riforestazione di una vasta area del Parco Nazionale della Sila, che vedrà la messa a dimora di 50.000 nuovi alberi nei prossimi due anni. L’operazione, resa possibile grazie a un cospicuo finanziamento del Piano di Sviluppo Rurale dell’Unione Europea, partirà ufficialmente il prossimo autunno.

L’obiettivo principale è quello di ripristinare l’equilibrio ecologico in zone che hanno subito un progressivo degrado a causa di eventi climatici estremi e di un’inadeguata gestione forestale del passato. Le attività si concentreranno nelle aree montane più vulnerabili, dove il rischio di frane e smottamenti è diventato una preoccupazione costante per le comunità locali.

Il Parco della Sila, patrimonio UNESCO per la sua eccezionale biodiversità, ha mostrato negli ultimi anni segni di sofferenza. Periodi di siccità prolungata, seguiti da piogge torrenziali, hanno accelerato i processi di erosione del suolo, impoverendo il sottobosco e mettendo a nudo le radici degli alberi più vecchi. Questa situazione ha causato una significativa perdita di habitat per numerose specie animali e vegetali, frammentando l’ecosistema.

In particolare, alcune pendici esposte a sud hanno visto una drastica riduzione della copertura boschiva, trasformandosi in aree a elevato rischio idrogeologico. La mancanza di una barriera vegetale efficace non permette più al terreno di assorbire adeguatamente le precipitazioni, con conseguenze potenzialmente gravi per i centri abitati a valle.

Il piano di intervento è stato studiato per essere mirato ed efficace. Non si tratterà di una semplice piantumazione, ma di un vero e proprio intervento di ingegneria naturalistica. Saranno impiegate esclusivamente specie arboree autoctone, selezionate per la loro capacità di adattarsi al microclima silano e per la loro resilienza ai cambiamenti climatici.

La scelta è ricaduta principalmente sul faggio (Fagus sylvatica), specie regina delle foreste silane, e sul pino loricato (Pinus leucodermis), simbolo del parco e capace di colonizzare terreni difficili. Le piantine, coltivate in vivai specializzati, verranno messe a dimora seguendo tecniche innovative che ne favoriranno l’attecchimento, limitando al minimo lo stress da trapianto. Il progetto prevede anche il coinvolgimento delle scuole e di associazioni di volontariato.

I benefici attesi vanno ben oltre la stabilizzazione dei versanti. La nuova foresta contribuirà in modo significativo all’assorbimento di anidride carbonica e creerà corridoi ecologici per la fauna selvatica, come il lupo appenninico e il capriolo. ‘Questo non è solo un investimento per l’ambiente, ma per il futuro della nostra comunità’, ha dichiarato il presidente dell’Ente Parco. ‘Restituiremo alla natura ciò che le è stato tolto, garantendo maggiore sicurezza al territorio e creando nuove opportunità legate a un turismo sostenibile’.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome