Migranti, a Lampedusa in 1800 all’hot spot: il sindaco incontrerà Lamorgese

Non si fermano gli arrivi di migranti a Lampedusa. Al momento nell'hot spot sull'isola sono presenti quasi 1800 persone, quattro volte e mezzo la capienza massima, che è di 400 posti.

(AP Photo/Mauro Seminara)

MILANO – Non si fermano gli arrivi di migranti a Lampedusa. Al momento nell’hot spot sull’isola sono presenti quasi 1800 persone, quattro volte e mezzo la capienza massima, che è di 400 posti. “Ci troviamo in una condizione un po’ particolare – spiega a Lapresse il sindaco dell’isola, Filippo Mannino – perchè nelle ultime 48 ore abbiamo assistito all’arrivo di quasi 1500 persone e allo stesso tempo le condizioni meteo non hanno reco possibili le evacuazioni. Evacuazioni che però, come concordato con la prefettura, riprenderanno a pieno ritmo domani e dopodomani e questo dovrebbe consentire di riportare la situazione al centro ad uan relativa normalità.

Nelle prossime ore, infatti, arriverà sull’isola la nave San Marco della Marina Militare, che evacuerà circa 600 migranti dando la precedenza alle persone vulnerabili. Nelle ore successive anche tutti gli altri ospiti del centro potranno lasciare l’isola, dove dall’inizio dell’anno gli arrivi hanno sfondato quota 30mila: nello stesso arco temporale, nel 2021 erano sotto i 23mila.

Il sindaco Mannino parlerà del problema con la ministra dell’Interno in un incontro urgente, che è stato fissato per il 27 luglio. “Non ci aspettavamo un arrivo così massiccio nelle ultime 48 ore – sottolinea – ma l’importante è essere preparati. Noi affrontiamo il problema degli sbarchi ormai da 30 anni – e quando si parla di emergenza, sinceramente, mi viene da ridere”.

La pressione, però, sia a Lampedusa che nelle altre località di arrivo dopo l’attraversamento del Mediterraneo o dopo aver percorso la rotta balcanica, resta alta. A manifestare preoccupazione e a chiedere aiuto è stato anche il premier Mario Draghi. “La gestione dell’immigrazione deve essere umana, equa ed efficace. Noi cerchiamo di salvare vite umane. Ma occorre anche capire che un Paese che accoglie non ce la fa più. Forse noi siamo il Paese meno discriminante e aperto, ma anche noi abbiamo limiti e ora ci siamo arrivati”, ha detto Draghi al termine di un vertice intergovernativo tra Italia e Turchia. Molto distesi i rapporti con il presidente turco Recep Tayyip. La solitudine nella gestione degli sbarchi è un punto che Roma pone da decenni nell’Ue. Erdogan, che non ha mancato in questi giorni di tensioni con la Grecia di punzecchiare Atene anche su presunti respingimenti in mare che sarebbero un “pericolo” per l’Italia, ha rivelato che i due Paesi potrebbero elaborare “un meccanismo congiunto di controllo delle migrazioni”.

LaPresse

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome