Mondiali Under20: beffa Var, Italia ko in semifinale. L’Ucraina fa festa

La gioia si tramuta in dolore, l'esultanza in lacrime. Cala il sipario sul sogno azzurro

(Photo by Alik KEPLICZ / AFP)

MILANO – La finale del Mondiale Under 20 resta un tabù per l’Italia. Gli azzurrini, proprio come due anni fa in Corea del Sud, si fermano a un passo dal sogno. Nel 2017 furono eliminati dall’Inghilterra, questa volta è l’Ucraina a far festa a Gdynia, nei pressi di Danzica. La squadra di Nicolato, che venerdì dovrà accontentarsi di giocare la ‘finalina’ per il terzo-quarto posto, esce sconfitta nel peggior modo possibile. Perché è il Var a togliere a Pinamonti e compagni la possibilità di prolungare la sfida ai tempi supplementari: l’arbitro Raphael Claus con una decisione discutibile annulla in pieno recupero quello che sarebbe stato l’1-1 di Sciamacca, per una sbracciata di troppo dopo una magia spalle alla porta.

Cala il sipario sul sogno azzurro

La gioia si tramuta in dolore, l’esultanza in lacrime. Cala il sipario sul sogno azzurro. “Fa tanto male, ci credevamo – ha raccontato a caldo Pinamonti, in lacrime – Niente, questo è il calcio. Al gruppo non si può rimproverare nulla, abbiamo dato tutto”. Il selezionatore dell’Under 20 accetta il verdetto del campo in stile british. “Mi sembrava che Scamacca avesse allargato il braccio per difendere la palla. Non mi sembrava un fallo da punire in quel modo, però se l’ha rivisto e l’ha annullato ci adeguiamo – l’analisi dell’episodio del ct Nicolato – Se abbiamo subito una ingiustizia? Non vedo il motivo per cui dovrebbe esser stata un’ingiustizia. Casomai un’errore, ma un’ingiustizia no di sicuro”.

Italia-Ucraina, le formazioni

Nicolato conferma il 3-5-2 con cui gli azzurrini hanno battuto il Mali ai tempi supplementari. La gara però nei primi 45 minuti stenta a decollare. E, per quel poco che vale, è l’undici di Petrakov a farsi preferire. Dopo un quarto d’ora Korniienko approfitta di uno svarione di Bellanova, ma da posizione defilata cerca un improbabile tiro cross che finisce sull’esterno della rete. Poco dopo ci prova di testa Sikan, ma il suo colpo di testa debole e centrale non spaventa Plizzari. Il baby portiere del Milan si fa notare al 36′ per un intervento ben più difficile sul velenoso calcio di punizione di Buletsa, mentre al 42′ Korniienko, sempre su palla inattiva, manda alto sopra la traversa non di molto.

Gli azzurrini entrano in partita, l’Ucraina sigla la rete del vantaggio

Dopo un primo tempo incolore gli azzurrini si scrollano di dosso la tensione nella ripresa, che inizia con Alberico in campo al posto dell’infortunato Frattesi. Proprio il neo entrato regala a Pinamonti la palla del vantaggio, ma il centravanti di proprietà dell’Inter pecca di freddezza e spara addosso a Lunin. L’Italia insiste, ma nel momento migliore incassa a sorpresa l’1-0. Splendida azione dell’Ucraina: Konoplia crossa rasoterra dalla destra, il velo di Supriaha favorisce Buletsa che dal cuore dell’area di rigore insacca e gela gli azzurri. La partita a questo punto si accende, anche perché l’Italia alza immediatamente il proprio baricentro. Scamacca sulla sponda di Pinamonti manca di un soffio la zampata vincente, dal lato opposto Supriaha solo davanti a Plizzari manca il colpo del ko mandando la sfera sul fondo di un niente.

Finale incandescente, decide il Var

A dieci minuti dalla fine l’Italia ritrova entusiasmo e speranza per l’espulsione di Popov per doppia ammonizione per un fallo di Pinamonti, ma poco dopo è ancora l’Ucraina ad andare a un passo dal raddoppio. Kashchuk fa tutto da solo e lascia partire un giro che si infrange contro la traversa. Ciò che la Dea Bendata ha dato agli azzurrini in quel momento viene però tolto a caro prezzo qualche minuto più tardi. Prima è Capone a divorarsi l’1-1 sparando alto da due passi sullo splendido assist di Pellegrini, poi è Scamacca con una magia balistica spalle alla porta a far gioire l’Italia. Ma solo per qualche secondo, il tempo necessario all’arbitro per rivedere l’episodio al Var e trasformare in lacrime la gioia azzurra.

(LaPresse/di Alberto Zanello)

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