Open Arms accusa Libia e Italia. Il Viminale: “Solo bugie, li denunciamo”

L'ong Proactiva Open Arms ha chiesto alla procura spagnola di indagare sulla guardia costiera libica e italiana, e ha accusato di omissione di soccorso e omicidio colposo i governi di Roma e Tripoli

LaPresse / XinHua

MILANO (Simone Gorla – LaPresse) – Open Arms accusa Libia e Italia. Il Viminale: “Solo bugie, li denunciamo”. L’ong Proactiva Open Arms ha chiesto alla procura spagnola di indagare sulla guardia costiera libica e italiana, e ha accusato di omissione di soccorso e omicidio colposo i governi di Roma e Tripoli. Dura la risposta del Viminale, che ha minacciato di denunciare a sua volta “chi, con bugie e falsità, mette in dubbio l’immensa opera di salvataggio e accoglienza svolta dall’Italia”.

La denuncia di Open Arms dopo l’attacco a Palma di Maiorca

La denuncia da parte di Oscar Camps, fondatore della ong spagnola, è arrivata dopo l’attracco nel porto di Palma di Maiorca della nave di Open Arms con bordo Josepha, la donna camerunense unica sopravvissuta al naufragio che per i volontari sarebbe stato provocato dai libici, e con i corpi della donna e del bambino morti nello stesso incidente. “Spero che la procura nazionale spagnola faccia indagini per proteggere le vite in mare”, ha detto Camps. Le morti in mare, ha aggiunto, sono il risultato della politica italiana “che chiude i porti e criminalizza le organizzazioni che vanno in mare”.

Una 40enne del Camerun vuole denunciare l’Italia

“Questa grande squadra è stata testimone della barbarie disumana che vive il Mediterraneo. I corpi di un bambino e una donna, compagni di viaggio di Josepha, ne sono la prova”, ha scritto la Ong. Secondo i media spagnoli, anche la donna sarebbe intenzionata a denunciare Italia e Libia. La 40enne del Camerun, dopo che le immagini del suo salvataggio hanno fatto il giro del mondo, riceverà lo status di rifugiata in Spagna.

Per il Viminale si tratta di una ricostruzione falsa

Per il Viminale quella della ong spagnola è una ricostruzione falsa, perché è stata Open Arms a rifiutare l’approdo nel nostro Paese, e la donna salvata è stata strumentalizzata per fini politici. “Non meritano risposta le Ong che insinuano, scappano, minacciano denunce, ma non svelano con trasparenza finanziatori e attività”, riportano fonti del ministero dell’Interno. I porti siciliani erano aperti anche per accogliere i cadaveri a bordo, spiegano, e per questo alla ong era stata esclusa l’opzione Lampedusa: l’isola è infatti sprovvista di celle frigorifere per i corpi.

Le dichiarazioni del Ministro dei Trasporti

Per il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, quella della ong spagnola è una “polemica strumentale”, perché l’Italia aveva dato la disponibilità ad accogliere. La guardia costiera, in una nota, ha precisato di non essere mai stata coinvolta nei soccorsi del gommone: “È stata data la possibilità di raggiungere direttamente il porto di Catania, ove sarebbero state effettuate le operazioni di sbarco in favore di tutti i migranti presenti a bordo”.

Intanto gli arrivi in Italia non si fermano

Non si fermano intanto gli arrivi anche in Italia: un’imbarcazione con a bordo 15 migranti approdata venerdì sera a Lampedusa. Era stata avvistata da una motovedetta della Guardia costiera a qualche miglia dalle coste dell’isola siciliana. A bordo 6 uomini e 9 donne. Al largo della Tunisia, 40 migranti a bordo della nave ‘Sarost 5’ rimangono in un limbo. In navigazione da oltre una settimana, non possono sbarcare e nessun altro governo ha accettato di accoglierli. Dall’equipaggio della nave arriva l’allarme: a bordo sta per finire il cibo.

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