L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha presentato un importante avanzamento scientifico nel campo della tutela costiera. Durante la recente Assemblea Generale della European Geosciences Union (EGU), tenutasi a Vienna, i ricercatori italiani hanno svelato i risultati del progetto AMMIRARE, con un focus specifico su nuove metodologie per la gestione degli accumuli di Posidonia oceanica sugli arenili.
L’evento di Vienna rappresenta uno dei più autorevoli consessi scientifici a livello globale per le geoscienze, un’occasione di confronto cruciale per migliaia di studiosi. In questo contesto, l’ISPRA ha portato all’attenzione della comunità internazionale un approccio innovativo per affrontare una delle sfide più sentite per le coste del Mediterraneo: la convivenza tra le attività turistiche e la protezione degli ecosistemi marini.
La protagonista di questo studio è la Posidonia oceanica, una pianta acquatica endemica del Mar Mediterraneo, spesso erroneamente confusa con un’alga. Le sue praterie sottomarine sono considerate i ‘polmoni’ del nostro mare, capaci di produrre ossigeno e di assorbire grandi quantità di anidride carbonica. Inoltre, offrono rifugio e nutrimento a centinaia di specie marine, rappresentando un pilastro della biodiversità.
Durante il suo ciclo vitale, la Posidonia perde le foglie che, trasportate dalle correnti, si depositano sulle spiagge formando delle strutture note come ‘banquette’. Questi ammassi di materiale organico sono troppo spesso percepiti come un rifiuto antiestetico, un ‘fastidio’ da rimuovere per offrire ai bagnanti una spiaggia di sabbia ‘pulita’.
Questa percezione è profondamente errata e dannosa. Le banquette svolgono una funzione ecologica insostituibile: agiscono come una barriera naturale che smorza l’energia delle mareggiate, proteggendo attivamente le spiagge dall’erosione. La loro rimozione meccanica non solo accelera la scomparsa degli arenili, ma priva l’ecosistema di nutrienti essenziali e ne distrugge la stabilità.
Il contributo scientifico presentato da ISPRA si concentra proprio qui. È stato sviluppato e illustrato un sistema all’avanguardia per misurare con precisione il volume, la densità e la composizione di queste strutture naturali. Avere dati quantitativi e affidabili è il primo passo per poterle gestire correttamente, superando la logica della semplice e brutale rimozione.
Grazie a queste nuove metodologie, le amministrazioni locali potranno prendere decisioni informate. Sarà possibile, ad esempio, pianificare spostamenti temporanei delle banquette durante l’alta stagione turistica per poi riposizionarle come difesa invernale, oppure utilizzarle per alimentare la formazione di dune costiere, altro baluardo contro l’erosione. Si tratta di passare da un’economia di ‘pulizia’ a un’economia di ‘cura’ del litorale.
L’approccio promosso dall’ISPRA attraverso il progetto AMMIRARE segna quindi un cambio di paradigma. Fornisce gli strumenti per valorizzare ciò che la natura offre come protezione, integrando le esigenze ambientali con quelle economiche e turistiche in una visione finalmente sostenibile per il futuro delle nostre preziose coste mediterranee.









