Sardegna, Solinas: “Ue conferma la fine delle restrizioni per la peste suina”

"La Sardegna è riuscita a centrare obiettivi importanti sul fronte del contrasto alla peste suina africana e oggi i risultati ottenuti ci hanno portati a un confronto con la Commissione europea su un livello mai raggiunto in precedenza".

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse Nella foto: il Presidente della Regione Sardegna Christian Solinas

CAGLIARI– “La Sardegna è riuscita a centrare obiettivi importanti sul fronte del contrasto alla peste suina africana e oggi i risultati ottenuti ci hanno portati a un confronto con la Commissione europea su un livello mai raggiunto in precedenza. Per la prima volta la Sardegna è presente al tavolo di Bruxelles con una rappresentanza politica, insieme al Ministero e ai tecnici, per confrontarsi su un percorso ben preciso, al termine del quale sarà decisa la revisione delle restrizioni che da tempo impediscono ai nostri allevatori di esportare i capi e prodotti suinicoli al di fuori del territorio regionale”. Lo dichiara il presidente della Regione, Christian Solinas. Dopo l’incontro avvenuto a Bruxelles per presentare i risultati del secondo report sullo stato d’avanzamento dell’isola all’interno della road map tracciata in accordo con la Commissione europea e il Ministero della Salute, il Presidente Solinas esprime soddisfazione per un risultato che, sottolinea, è ormai quasi raggiunto.

“Arrivare fin qua – precisa il presidente – dopo quarant’anni di lotta al virus, non è stato facile, né scontato. La nostra Isola ha affrontato grandi sacrifici e la strada da prendere non è sempre stata chiara e lineare. Ancora nel 2019 l’audit della Commissione europea evidenziava che i risultati della campagna di eradicazione non erano sufficienti a superare i dubbi per cancellare l’embargo. Abbiamo dato un nuovo impulso all’Unità di progetto regionale, rinnovando l’impegno e gli sforzi, nonostante stessimo gestendo un evento epocale come la pandemia del Covid-19”.

La svolta a novembre 2021, con i risultati di un nuovo audit: “Da Bruxelles abbiamo ricevuto delle raccomandazioni che abbiamo già soddisfatto grazie a una serie di misure che hanno convinto la Commissione europea. In particolare abbiamo potenziato la sorveglianza sul selvatico e sul domestico. Siamo intervenuti sulla registrazione dei capi e grazie alla collaborazione delle aziende siamo riusciti ad allineare i dati garantendo un controllo e un monitoraggio continui. Basti pensare che il data warehouse dell’IZS fornisce accesso ai dati in tempo reali a tutti i soggetti istituzionali coinvolti. Tutto questo è stato possibile grazie a un lavoro sinergico che ha coinvolto e coinvolge, oltre alla Regione, l’Istituto zooprofilattico della Sardegna, i servizi veterinari delle Asl, la Forestale, i Comuni, i cacciatori e le stesse aziende”.

“Oggi che la Peste Suina Africana dilaga in diversi Paesi dell’Europa – dichiara il Presidente – la Sardegna può essere guardata come a un modello virtuoso, un esempio e una speranza per chi affronta questa terribile emergenza”.

Importanti le prospettive di mercato derivanti dalla rimozione delle restrizioni sui prodotti suinicoli. “È sufficiente guardare ai numeri”, precisa il Presidente.

Gli allevamenti di suini nell’isola sono meno di 13mila (seconda regione in Italia dopo la Calabria) con 163mila capi (sesta regione), con una media di circa 12 capi ad allevamento (il 70% di queste aziende alleva anche altre specie animali), mentre la media nazionale è di 73 capi. “La produzione suinicola sarda è espressione di qualità e tradizione che possono essere un importante motore per il rilancio della nostra economia legata alla campagna e il 15 dicembre potrebbe rappresentare un punto di svolta per non solo per il comparto, ma per tutta l’economia legata alla campagna e per l’indotto”, conclude Solinas.

LaPresse

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