Scacco ai clan dei Quartieri spagnoli

Scacco ai clan dei Quartieri Spagnoli
Scacco ai clan dei Quartieri Spagnoli

NAPOLI – Con la spallata a tre clan, lo Stato ha piazzato un duro colpo alla malavita dei Quartieri Spagnoli. Alle prime luci dell’alba di ieri, gli agenti di polizia e i carabinieri hanno effettuato un blitz in una delle aree più a rischio del capoluogo partenopeo, catturando i capi e i gregari delle cosche Saltalamacchia, Esposito e Masiello. Nel giro di una sola mattinata, le forze dell’ordine hanno chiuso tutte le piazze di spaccio aperte nel quartiere. Negli ultimi mesi i gruppi criminali avevano incrementato gli affari, vista la presenza di tanti turisti nei vicoli dei Quartieri Spagnoli, diventata meta di pellegrinaggio anche per la presenza del murales dedicato a Diego Armando Maradona, il calciatore più forte di tutti i tempi, che fece grande la squadra di calcio della città negli anni ’80 e gli addobbi per celebrare lo scudetto vinto dal Napoli in questa stagione dopo 33 anni di attesa, ovvero da quando l’argentino vestiva la maglia azzurra. Gli indagati devono rispondere a vario titolo dei reati di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata allo spaccio e al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, ricettazione e detenzione e porto abusivo di armi da fuoco. Il 44 sono stati spediti in carcere, altri 12 ai domiciliari. Due risultano ancora irreperibili. Il blitz di ieri è stato effettuato al termine di indagini iniziate nel 2018 e che hanno trovato il culmine nel 2020. Durante questo lasso di tempo gli investigatori hanno documentato l’esistenza e l’operatività di un’associazione di tipo mafioso, armata, strutturata in alcuni gruppi criminali operativi nella zona centrale del capoluogo e, in particolare, nei cosiddetti Quartieri Spagnoli di Napoli, avente rapporti di cooperazione con i più potenti sodalizi dei Mazzarella e dei Contini. Il primo dei sodalizi investigati e colpiti è quello capeggiato da Eduardo Saltalamacchia, Vincenzo Masiello e Antonio Esposito, dedito ad attività estorsive, soprattutto ai danni di commercianti e gestori di piazze di spaccio, al controllo e alla gestione della vendita al dettaglio dello stupefacente, in particolar modo nelle zone denominate della Pignasecca, di Largo Baracche e della Speranzella, e ad ogni altra attività finalizzata al controllo del territorio. In particolare Eduardo Saltalamacchia avrebbe ripreso il controllo della zona della Pignasecca, unitamente ad Esposito e Masiello, operativi nelle zone della Speranzella e di Largo Baracche dopo la sua scarcerazione avvenuta nel dicembre 2019. L’attività di indagine ha anche documentato l’esistenza e l’operatività di un gruppo criminale facente capo Carmine Furgiero, alias “o’pop”, e al figlio Luigi,  dedito ad un fiorente traffico di stupefacenti nella zona di vico Canale a Taverna Penta, che da anni sovvenzionerebbe i clan dei Quartieri, ricevendo all’occorrenza da questi ultimi sostegno ed ausilio. Le indagini hanno ricostruito, anche attraverso le immagini di sistemi di videosorveglianza, la frenetica attività di vendita al dettaglio della droga posta in essere presso la famigerata piazza di spaccio della sposa, coincidente proprio con i luoghi nei quali insistono le abitazioni della famiglia Furgiero. E’ stato dimostrato anche come lo stesso gruppo criminale si avvalesse di numerosi pusher che, a seguito di contatti telefonici, provvedevano a recapitare le dosi di stupefacente a domicilio, direttamente presso le abitazioni dei clienti o in luoghi convenuti con gli stessi. Lo spessore criminale del sodalizio sarebbe stato comprovato dalla volontà di ingaggiare conflitti a fuoco con chi intendeva ostacolare gli affari. Sono emersi, inoltre, rilevanti elementi indiziari in merito alla esistenza, nel cuore dei Quartieri Spagnoli, di un altro sodalizio facente capo alla famiglia Masiello, con al vertice Antonio, alias “o’ Nu”, e suo figlio Vincenzo, “o’ Cucù”, parimenti in grado di gestire una fiorente attività di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, oltre ad avere la disponibilità di armi da fuoco. Con i provvedimenti di ieri si respira aria nuova ai Quartieri Spagnoli.

Droga calata con il paniere

In vico Taverna Penta, il 18 maggio 2020, in piena pandemia di Covid 19, gli spacciatori presenti furono raggiunti da colpi di arma da fuoco e risposero ad appartenenti ad un gruppo criminale contrapposto che intendeva affermare il predominio sull’area, imponendo il pagamento della tangente estorsiva. La piazza era militarmente presidiata per 24 ore al giorno da vedette, che si alternavano in base a turni prestabiliti. 

Lo stupefacente era detenuto e confezionato all’interno di un immobile sito in vico Teatro nuovo. Le cessioni avvenivano attraverso panieri calati dalle finestre o consentendo l’accesso all’acquirente accompagnato dal pusher: in quest’ultimo caso, essendo la porta di accesso chiusa dall’interno, le chiavi venivano lanciate all’esterno. Inoltre, in caso di sequestro di stupefacente da parte delle forze dell’ordine, il cliente, previa esibizione del verbale di sequestro e della conseguente contestazione amministrativa, otteneva a titolo gratuito una ulteriore dose di stupefacente: così operando, l’organizzazione malavitosa comprava l’omertà dell’acquirente di droga con l’intento di fidelizzarlo.

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