Vaccini, dati incoraggianti dalle regioni nel 2017

ROMA (Alfredo Stella) – L’Italia sta cambiando. E’ notevolmente incrementata l’attenzione delle famiglie in merito ai vaccini per i propri figli, sia per quelli obbligatori, come la polio e il morbillo che per quelli non obbligatori come contro il meningococco.

LA CRESCITA

I dati relativi al 2017 sono stati presentati dal ministero della Salute in conferenza stampa. Dati che mostrano “un impatto dell’introduzione dell’obbligo vaccinale estremamente positivo – spiegano – Il decreto approvato a luglio 2017 ha aumentato il numero delle vaccinazioni obbligatorie da 4 a 10, portando così le coperture a un sensibile aumento per tutti i vaccini”.

I NUMERI

La maggior parte delle regioni italiane, 11 su 21, raggiunge l’obiettivo di immunizzare almeno il 95% dei nuovi nati con il vaccino esavalente. Ciò che invece desta qualche preoccupazione è che la copertura vaccinale a livello nazionale non ha raggiunto ancora la soglia ottimale pari al 94,5%. Una defezione causata da quelle aree tradizionalmente ‘scettiche’ come Bolzano, ma anche Friuli Venezia Giulia e Sicilia.ù

LA NOTA LIETA

Le vaccinazioni contro il morbillo, ad esempio, sono incrementate del il 4,4% su tutto il territorio nazionale, con una sola una regione, il Lazio, che supera il 95% di bimbi immunizzati, ovvero la soglia, raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Una notizia che fa eco a quella fornita da Walter Ricciardi, dell’l’Istituto Superiore di Sanità secondo la quale nel nostro Paese muore di morbillo un bambino ogni tremila casi. “In Sicilia – sottolinea Ricciardi – ci sono 200 casi. Esiste un tasso altissimo di letalità. Bisogna stare in guardia”. Anche la copertura vaccinale contro la polio è aumentata dell’1,21% rispetto al 2016, ma la metà delle regioni resta sotto la soglia di sicurezza del 95% di immunizzati.

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