Caso Cucchi, un carabiniere imputato accusa due colleghi: “Lo pestarono”. La sorella della vittima: “E’ caduto il muro del silenzio”

Le parole di Tedesco contenute in una denuncia sporta in Procura. Il carabiniere: “Fu pestato da Alessio DI Bernardo e Raffaele D’Alessandro”

Foto Daniele Leone / LaPresse

ROMA – “Fu pestato da Alessio DI Bernardo e Raffaele D’Alessandro”.  Francesco Tedesco, carabiniere, in una denuncia ha accusato i suoi due colleghi. I tre sono accusati di omicidio preterintenzionale. La vittima è Stefano Cucchi.

Le parole di Tedesco rappresentano una svolta su quanto accaduto la notte del 15 ottobre di 9 anni fa, quando il giovane fu fermato  a Roma dai militari dell’Arma. “E’ caduto il muro del silenzio”, ha commentato Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano.

Gli imputati

A processo ci sono anche Roberto Mandolini e Vincenzo Nciolardi, accusati di calunnia. A riportare le parole di Tedesco in udienza è stato il pm Giovanni Musarò: il sostituto procuratore ha raccontato che la denuncia è stata sporta in Procura dopo che il carabiniere era stato interrogato tre volte dai magistrati. L’imputato ha ricostruito i fatti accaduti quella tragica notte.

L’avvocato

“Gli atti dibattimentali e le ulteriori indagini  – ha spiegato l’avvocato di Tedesco, Eugenio Pini –  gli individuano nel mio assistito il carabiniere che si è lanciato contro i colleghi per allontanarli da Stefano Cucchi, che lo ha soccorso e che lo ha poi difeso”.

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