Chris Smalling è stato per anni un pilastro insostituibile della difesa della Roma. Leader carismatico e punto di riferimento per compagni più giovani e nuovi acquisti, il centrale inglese ha incarnato lo spirito del club, diventando un vero e proprio romano d’adozione e conquistando il cuore dei tifosi giallorossi.
Dopo l’esperienza biennale con l’Al-Fayha nella Saudi Pro League, il suo contratto è giunto al termine, rendendolo svincolato e pronto per una nuova sfida professionale. Il legame con la Roma e, in particolare, con José Mourinho, è rimasto un capitolo fondamentale della sua carriera.
In una recente intervista concessa alla BBC, il difensore ha svelato un retroscena che illumina l’incredibile rapporto di stima e fiducia reciproca con l’allenatore portoghese. Questo legame ha spinto il giocatore a superare i propri limiti fisici pur di non deludere il suo tecnico e aiutare la squadra.
“Mi ha sempre dato una fiducia immensa, spingendomi a giocare anche quando non avrei dovuto”, ha raccontato Smalling. “Ricordo un periodo in cui avevo un dito del piede fratturato. Lo staff medico mi stava somministrando delle iniezioni per consentirmi di scendere in campo, ma avevo già raggiunto il numero massimo consentito”.
Nonostante il dolore e i rischi, la volontà di ripagare la fiducia del suo allenatore ha prevalso. “Sarebbe stato semplice per José scegliere un altro centrale, ma lui voleva me in campo. Non potevo deluderlo”.
Questa dedizione è stata uno degli ingredienti chiave del successo culminato con la storica vittoria della Conference League, un trofeo che ha riportato la Roma a festeggiare in Europa. Il rapporto tra Smalling e Mourinho non era solo professionale, ma basato su un patto di lealtà che ha permesso a entrambi di raggiungere traguardi importanti.
L’allenatore ha sempre visto in lui un leader silenzioso, un giocatore su cui poter contare nei momenti più delicati della stagione. Ora, con lo sguardo rivolto al futuro, Smalling si sente fisicamente integro e determinato a continuare la sua carriera.
“Ho ancora la passione e la determinazione necessarie per competere ai massimi livelli”, ha affermato, chiudendo le porte a un futuro da allenatore. I suoi progetti, una volta appesi gli scarpini al chiodo, sono già chiari e rivolti al sociale. “Ho avviato alcuni progetti dedicati ai giovani e, quando smetterò di giocare, potrò dedicare loro molto più tempo. Per ora, però, la mia concentrazione è tutta sul campo”.


