Strage alla stazione di Bologna, la Mambro: Falcone non credeva nella ‘pista nera’

Il giudice avrebbe interrogato l'ex Nar su 'fatti di Palermo'

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BOLOGNA (Giuseppe Tallino) – Era il tempo delle bombe. Era il 1980. Sono trascorsi 38 anni, ma i processi su quella pagina buia continuano. Oggi Francesca Mambro ha testimoniato in udienza nell’iter giudiziario a carico di Gilberto Cavallini. L’ex Nar è accusato di concorso nella strage alla stazione di Bologna.

L’accusa

Cavallini, secondo la Procura di Bologna, è accusato di aver fornito supporto logistico agli attentatori. L’imputato, sostiene la Procura, già nel 1976 avrebbe compiuto una scelta eversiva e fascista. Gli inquirenti nella richiesta di rinvio a giudizio, avevano evidenziato, infatti, l’adesione di Cavallini al Nar, lo stesso gruppo di cui ha fatto parte la Mambro.

La testimonianza

Ieri in udienza è stato il turno di Francesca Mambro, già condannata in via definitiva per le morti alla stazioni.  L’ex Nar ha sostenuto che Giovanni Falcone non credeva nella ‘pista nera’: per il giudice siciliano, ha affermato la teste, non sarebbero stati i terroristi ‘neofascistii’ a mettere la bomba alla stazione. La Mambro, rispondendo alle domande dei pm Antonello Guastapane, Antonella Scandellari ed Enrico Cieri, si è professata innocente. La terrorista ha raccontato di essere stata interrogata proprio da Falcone su fatti riguardavano Palermo. Per tale ragione non gli avrebbe detto all’epoca la sua presunta presenza a Padova quando deflagrò l’ordigno nel capoluogo dell’Emilia Romagna. La donna ha sostenuto anche che il verdetto di colpevolezza emesso a suo carico sarebbe stato “il frutto di un depistaggio”.

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