Ucraina, appello di Salvini a Draghi e ai leader: “Dopo le armi ora parliamo di pace”

“La priorità è porre fine alla guerra. Più va lunga, più morti ci sono, peggio è per tutti. A me piacerebbe un incontro di tutti i leader per parlare di pace, perché gli aiuti militari li abbiamo mandati e quelli umanitari anche. Ora mi piacerebbe che la politica ragionasse di come avvicinare la pace”.

Foto Cecilia Fabiano/ LaPresse Nella Foto: Matteo Salvini

ROMA – “La priorità è porre fine alla guerra. Più va lunga, più morti ci sono, peggio è per tutti. A me piacerebbe un incontro di tutti i leader per parlare di pace, perché gli aiuti militari li abbiamo mandati e quelli umanitari anche. Ora mi piacerebbe che la politica ragionasse di come avvicinare la pace”. Così il segretario della Lega, Matteo Salvini, dopo l’incontro avuto con la ministra Cartabia. “Vogliamo andare incontro alla terza guerra mondiale? Io no, non voglio lasciare in dote ai miei figli una potenziale guerra fredda o una guerra nucleare nel 2022 – aggiunge –. Mi piacerebbe quindi sedermi a un tavolo con Conte, Meloni, Berlusconi, Letta, Renzi, e com Draghi e ragionare di pace. L’Italia può essere il paese che promuove un messaggio di pace ed essere protagonista? L’esempio da seguire è il Santo Papa”.  “Per quello che riguarda le armi ascoltiamo cosa ci propongono, a me interessa lavorare per fermare la guerra il prima possibile. Bisogna domandarsi che cosa avvicina la pace e che cosa allontana la pace. Mi sembra che tedeschi e francesi da questo punto di vista stiano facendo ragionamenti interessanti. Lavoro perché l’Europa dia una risposta unitaria perché quando si parla di guerra bisogna sempre essere molto molto cauti. Ma prima di giudicare, io leggo. Non conosco i contenuti”. 

LaPresse

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