I ‘Bodo’ ora sono più deboli, i rivali non aspettavano altro

NAPOLI – Gli scenari dopo il blitz, sono importanti quanto l’operazione. Lo sanno bene gli inquirenti: i De Luca Bossa-Minichini possono fare ora un passo avanti. Forse qualcosa in più. Da mesi relegati nelle palazzine al Lotto 0, perché i rivali avevano preso possesso di mezzo quartiere. Gli investigatori hanno elevato al massimo il livello di allerta: il gruppo potrebbe passare alla controffensiva, dopo l’arresto del nemico numero uno Marco De Micco detto Bodo. Ma ora cambia tutto e gli inquirenti temono un ritorno delle ostilità nelle palazzine popolari già nelle prossime ore. Stravolta la mappa geocriminale a Ponticelli, dopo una faida durata due anni tra i De Micco-De Martino e i De Luca Bossa-Minichini, spalleggiati dai Rinaldi. Facile ipotizzare un nuovo accordo per spartirsi gli affari illeciti. 

Lo scenario tracciato dagli investigatori è da brivido. Le ultime informative raccontano di una federazione Aprea Minichini-De Luca Bossa sotto la guida dei Rinaldi del rione Villa pronta farsi strada. Un maxi cartello. Ma non è l’armata brancaleone, si affrettanno a dire le forze dell’ordine: qui ognuno ha un ruolo ben preciso. Come se avessero formato una sola cosca: soltanto che per mesi sono rimasti relegati nei rioni bunker, perché i De Micco-Da Martino avevano militarizzato le palazzine. In pratica se uscivano dalle loro roccaforti, erano in pericolo. Il cartello potrebbe ora tornare a una fase offensiva. Lo diranno i fatti nei prossimi giorni. Gli inquirenti per ora non lo possono escludere. Quando un capoclan viene arrestato, inevitabilmente la cosca subisce un duro colpo, se non uno stop. E’ questa l’ultima mappa geocriminale tracciata dalle forze dell’ordine. Una maxi coalizione potrebbe ora non avere più rivali. Ecco perché a Ponticelli i commando non hanno sparato negli ultimi giorni. I Bodo erano usciti vincenti dalla guerra e avevano imposto il coprifuoco, per monitorare l’intero quartiere. Pugno duro. E ci erano riusciti. Le cose qui ora sono cambiate in fretta. nel giro di 24 ore. Ma già da giorni i De Micco-De Martino non erano più ben visti dagli altri clan. La loro regola è una: qualunque cosa si faccia a Ponticelli, bisogna far riferimento a noi. Ma questo ha creato forti malumori, in un momento storico in cui tutte le organizzazioni criminali sono in grosse difficoltà economiche, dopo l’emergenza pandemia. Ora si rafforza il maxi cartello di clan, che abbraccia anche Barra e San Giovanni, per scalzare i De Micco-De Martino. Gli investigatori: potrebbe scoppiare a breve una nuova faida, che coinvolgerà tutta la periferia orientale. E cercano di capire cosa stia succedendo nel quartiere. C’è fermento negli edifici di edilizia popolare. I gruppi di Barra ora si muovono verso Ponticelli, dove i rioni sono diventati ‘terra di nessuno’ dopo la ‘retata’. Almeno sulla carta. Anche se i Bodo continuano a gestire gli affari illeciti in monopolio.  E’ comunque un duro colpo per i De Micco. C’è una sorta di ‘vuoto di potere’, che le paranze del circondario stanno cercando di colmare. Da Barra spingono verso Ponticelli, ma i ‘Bodo’ potrebbero essere ancora in piedi.  Le tensioni sono dietro l’angolo. Facile immaginare riunioni che servirebbero proprio a pianificare le strategie e le alleanze per ‘conquistare’ la vicina Ponticelli. Ma anche gli inquirenti hanno puntato i ‘riflettori’ sulla zona e qui ora sono scattati dei servizi mirati, per monitorare l’area anche con appostamenti e interventi ‘a picchiata’ negli edifici. C’è fibrillazione in queste ore nelle palazzine di edilizia popolare. Può succedere tutto e niente. Dopo la stagione delle bombe, i clan hanno dimostrato che sono pronti a qualunque scenario. E la mappa geocriminale è in continua evoluzione. Anzi è già cambiata. E questo preoccupa non poco gli investigatori. 

Coprifuoco imposto dai De Micco per controllare i rioni

I De Micco-De Martino controllano il quartiere militarmente. Lo dicono i magistrati nel provvedimento cautelare. Di più. Nelle ultime settimane avevano ordinato anche il coprifuoco per controllare meglio il territorio e aveva relegato gli avversari storici nelle palazzine del Lotto 0. Operazione riuscita. Fino a ieri notte. Ora la ‘retata’ delle forze dell’ordine cambia tutto. 

Ma andiamo con ordine. C’era stata una resa forzata nelle palazzine popolari. I ‘Bodo’, dopo aver vinto la faida con i De Luca Bossa-Minichini, avevano ordinato agli affiliati di mantenere un profilo basso: niente più ‘stese’, nemmeno bombe e agguati. Hanno concesso l’onore delle armi agli avversari (meglio dire della sottomissione), che fino ad ora sono stati relegati nel solo Lotto 0 (da domani si vedrà). Qui nelle loro mani sono rimaste due piazze di spaccio e con queste mandano avanti il clan, in una sorta di amministrazione straordinaria. Se perdono anche queste piazze, sono costretti a chiudere baracca. In pratica li mantengono in vita. Sul fronte opposto i De Micco-De Martino rinunciano ad invadere il Lotto 0: avrebbero potuto farlo quando in ogni momento. Ma scaramucce e spari attirerebbero i riflettori di Procura e forze dell’ordine. Ed è quello che non vogliono i Bodo, che già ormai controllano quasi tutte le piazze di spaccio di Ponticelli. Anche i boss ora si fanno vedere poco in giro e sono nelle loro zone di competenze: niente più sconfinamenti. Ecco perché a Ponticelli non si spara più. La guerra è vinta. Lo sapevano i capi dei De Micco-De Martino. Ma ora dopo l’operazione di ieri, cambiano molte cose. Il rischio faida torna.

Le informative della questura svelano un cambio di passo repentino nei rioni: il nuovo ‘cartello’ E la lite è dietro l’angolo. Presto le cosche potrebbero raggiungere un accordo trasversale e minacciare i De Micco-De Martino.  

Potrebbe non essere un caso l’armeria scoperta in uno scantinato in via Napoli poco tempo fa. E ora potrebbe essere il momento opportuno per ‘ripristinare le cose a Ponticelli’. E’ uno scenario al quale lavorano gli specialisti della squadra mobile e del commissariato Ponticelli. Riflettori puntati sulle palazzine popolari a Ponticelli, dopo il blitz di ieri notte. Non poco. Tanto che gli inquirenti parlano di un duro colpo ai clan della zona. E non è finita. Qui ora si cercano altre armi. Gli agenti hanno una ‘pista’ precisa da seguire. I De Micco-De Martino non sono i più forti. Gli inquirenti non escludono scenari. E’ il ritorno di faida sul tavolo delle forze dell’ordine. Soprattutto per un motivo: qui la pace non c’è mai stata.

Nuovi equilibri e da Barra potrebbe partire l’offensiva

Qualcosa è cambiato, dopo il blitz di ieri notte. Il ‘cartello’ De Micco-De Martino non aveva più rivali, dopo aver vinto la faida con i De Luca Bossa-Minichini.  Almeno sulla carta. Una paranza coesa, che non conta defezioni. Del resto sono capaci di restare sottotraccia per mesi. Escono molto rapidamente dai radar delle forze dell’ordine e della Procura. Resta il fatto che da oggi hanno più di un nemico. 

Tutto è cambiato con la scarcerazione di Marco De Micco nel giugno 2021. Aveva solo l’obbligo della firma. Significava che era libero di girare nel quartiere di Ponticelli. Una posizione di forza, per un uomo ritenuto dagli inquirenti a capo del clan. Ha anche l’obbligo di dimora e il divieto di espatrio. Poi tramite l’avvocato qualche giorno fa aveva presentata una richiesta per avere un orario flessibile, per non andare a firmare sempre alla stessa ora, perché si ritiene un ‘obiettivo sensibile’. In effetti lo è. Lo raccontano i fatti di cronaca e le indagini della magistratura. Ma il giudice ha ritenuto che non fosse necessario e ha respinto l’istanza. Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, la scarcerazione gli aveva permesso di tornare nel quartiere e così avrebbe cominciato a gestire gli ‘affari’ in prima persona. Fino a pochi mesi fa qui c’è stato un violento scontro con le paranze dei de Luca Bossa-Michinini. I Bodo ne sono usciti vincitori. 

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