Mafia e appalti, nell’inchiesta su Schiavone spunta il fratello dell’ex vicesindaco

SAN MARCELLINO – Casal di Principe, Capodrise, poi Minturno e Villa di Briano: rappresentano soltanto una parte dei territori sui quali Nicola Schiavone ‘o russ avrebbe provato a distendere i propri tentacoli. Pochi mesi dopo la sua liberazione (era stato in carcere a scontare la condanna per mafia incassata nel processo Normandia), avrebbe attivato, infatti, alcuni suoi contatti per ottenere appalti pubblici anche a San Marcellino. Secondo gli agenti della Dia di Napoli, ‘o russ, facendo leva sul suo peso criminale e sfruttando nuove ditte intestate a prestanome, si era impegnato per reinserirsi nel mondo dei lavori pubblici (e in alcuni casi – a Casale e a Capodrise – ci sarebbe riuscito agevolmente). E rientrerebbe in questa strategia affaristica la chiamata che il 14 settembre 2020 fece a Francesco Gaziano. Di chi si tratta? Medico di professione, è il fratello di Anna Graziano (ex moglie di Antonio Maisto, pure lui medico e già consigliere a Villa di Briano). La donna venne nominata assessore dal sindaco Anacleto Colombiano nell’agosto 2020, a seguito della decadenza dal ruolo di consigliere di Michele Conte, raggiunto da un’ordinanza di arresti domiciliari (poi revocata) per un’ipotesi di corruzione contestata dalla Procura di Roma (in relazione ad un’inchiesta su un appalto per la gestione della pubblica illuminazione).

L’intercettazione

Il contatto telefonico tra l’imprenditore, già condannato per mafia, e il medico era finalizzato ad organizzare un incontro di persona, ma già da quella conversazione emersero, secondo gli agenti, elementi interessanti dal punto di vista investigativo. La prima parte della chiacchierata si incentrò sugli effetti del pentimento di Nicola Schiavone, omonimo di ‘o russ (sono anche parenti) e primogenito del capoclan Francesco Sandokan. Il prosieguo della discussione, hanno ricostruito gli agenti della Dia, fece emergere che Graziano aveva già chiesto in passato supporto elettorale alla famiglia Schiavone, e anche in vista delle future elezioni sperava nel sostegno di ‘o russ (si votò ad ottobre 2021: scese in campo una sola lista, quella di Colombiano, ma la sorella del dottore non si candidò).

Nel corso del confronto telefonico, entrambi affermarono che l’aiuto elettorale e l’ottenimento di lavori rappresentavano uno “scambio naturale”. Graziano, stando a quanto ascoltato dalla Dia, si dichiarò poi disponibile ad organizzare incontri presso la sua abitazione sia con la sorella Anna che, tramite quest’ultima, con il sindaco Anacleto Colombiano. E in relazione alla possibilità di effettuare lavori pubblici a San Marcellino, il dottore informò Schiavone che era in corso di approvazione il nuovo piano regolatore.

L’indagine

Questi contatti tra ‘o russ e Graziano, e gli altri che si verificarono nelle settimane successive, sono stati inseriti dalla Dia nell’indagine, coordinata dal pubblico ministero Graziella Arlomede, che a novembre dell’anno scorso ha riportato in carcere proprio Nicola Schiavone con le accuse di associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di beni (l’intestazione della società Vonax ad Alessandro Ucciero di Villa Literno) e riciclaggio.

A questa inchiesta, Francesco Graziano, la sorella Anna e il sindaco Anacleto Colombiano, tirati in ballo nelle conversazioni intercettate, sono estranei e, per quanto a nostra conoscenza, non sono coinvolti neppure in altre indagini. Quanto tracciato dalla Dia rappresenta soltanto ipotesi investigative che potrebbero anche non generare altri provvedimenti giudiziari: ad oggi documentano semplicemente dei rapporti tra un imprenditore, già condannato per mafia e a processo di nuovo per associazione camorristica, e un professionista che indirettamente avrebbe inciso nella politica a San Marcellino.


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